“Ogni volta che un risultato elettorale non ci sorride sento partire il solito coro che scandisce all’unisono: il Movimento è finito, è in ginocchio, sta scomparendo. In più, questa volta, viene dato per scontato il ritorno del bipolarismo, come se le elezioni in due regioni equivalessero al voto nazionale. Anche questa volta li deluderemo perché, chi dice questo, non ha capito cosa sia veramente il Movimento 5 Stelle, del perché siamo nati e quali sono gli ideali che ci guidano e ci rendono diversi da tutti gli altri”. Lo scrive su Facebook Vito Crimi, reggente del Movimento 5 Stelle dopo le dimissioni da capo politico del ministro degli Esteri Lugi Di Maio.

I RISULTATI IN EMILIA ROMAGNA E CALABRIA – I grillini devono fare i conti con risultati clamorosi, ma in senso negativo: in Emilia Romagna il candidato governatore Simone Benini ha raccolto solo il 3,5% dei consensi, mentre in Calabria il docente universitario Francesco Aiello non è andato oltre il 7,3%, tallonato dalle liste civiche di Carlo Tansi al 7,2%.

IL COMMENTO DI CRIMI – “Il voto delle regionali ha sempre visto il Movimento raccogliere risultati inferiori rispetto alle tornate nazionali – aggiunge -, ma va riconosciuto che in Calabria ed Emilia Romagna i risultati sono stati inferiori alle aspettative. Questo però non ci induce ad arrenderci: semmai è vero il contrario. Abbiamo già avviato il lavoro di organizzazione che ci consentirà un maggiore coordinamento e ci permetterà di essere più presenti sui territori. Sarà fatica e sudore, ma so che siamo in grado di farlo. A una condizione: quella di restare uniti, di non lasciarsi irretire da facili sirene, di ricordare sempre quali sono gli obiettivi e le motivazioni che ci hanno portati nelle istituzioni e alla guida del Paese.

A volte ci si trova a dover scegliere tra il consenso e il bene dei cittadini, non sempre le due cose coincidono. C’è la ricerca del facile consenso, quello di chi ad agosto fugge dalle responsabilità che si era assunto nei confronti dei cittadini italiani. E poi c’è il consenso guadagnato con il sudore, che richiede tempo, pazienza e resistenza. Il consenso che arriva solo attraverso il lavoro incessante, la progettualità a medio e lungo termine, la capacità di immaginare e costruire il nostro futuro. Abbiamo sempre scelto la seconda strada, lavorando per introdurre finalmente quelle misure di equità e giustizia sociale che il nostro Paese attendeva da decenni.

Gianroberto Casaleggio diceva ‘Una persona può credere alle parole. Ma crederà sempre agli esempi’. Bene noi stiamo dando l’esempio che la politica si può fare in maniera diversa, parlando di meno e badando ai risultati. I dati sull’occupazione non sono mai stati così positivi, c’è un sistema degli appalti che grazie allo Sblocca-Cantieri è tornato a muovere miliardi dopo anni di immobilismo, 16 milioni di lavoratori grazie al taglio del cuneo fiscale riceveranno più soldi in busta paga, oltre 2,5 milioni di italiani che versavano in condizioni di povertà oggi accedono al reddito di cittadinanza.

Il Movimento è tutto questo. Quello che stiamo facendo e continueremo a fare contribuirà a renderà questo Paese migliore e più vivibile. Ci vorrà tempo, ma il consenso arriverà e non sarà effimero, ma il risultato di un buon lavoro. Ora non resta che continuare a lavorare pancia a terra con il governo che, dopo queste elezioni, deve proseguire nel suo percorso. Infine voglio ringraziare di cuore i nostri candidati presidente, Simone Benini e Francesco Aiello, tutti gli altri candidati, i portavoce e gli attivisti che, in questa campagna elettorale, ci hanno messo la faccia e passione”.