Sono stati i protagonisti di una folle rissa lo scorso 15 maggio dove sul lungomare Trieste di Salerno dove due ragazzini rimasero accoltellati. A distanza di cinque mesi le indagini della Procura per i minorenni hanno portato all’esecuzione di un provvedimento restrittivo, emesso dal gip per il Tribunale dei Minorenni di Salerno, nei confronti di 15 giovane, tutti di età inferiore ai 18 anni.

Un provvedimento eseguito dalla polizia che ha portato 10 giovani in un istituto penitenziario minorile e altri cinque in Comunità. Secondo quanto ricostruito dalla procura guidata da Patrizia Imperato “era doveroso un intervento da parte delle istituzioni” perché i due gruppi non avevano intenzione di fermare le violenze e, quello che aveva avuto la peggio, avrebbe manifestato la volontà di vendicarsi. A distanza di cinque mesi, tuttavia, altri episodi di violenza non sarebbero stati riscontrati ma tanto è bastato spedire in cella o in comunità i protagonisti della folle rissa senza provare a trovare misure alternative. 

Per gli investigatori era in atto uno scontro violento tra baby gang di due zone diverse di Salerno, una ramificata nel centro storico, l’altra nella parte orientale della città campana. La sera del 15 maggio i due gruppi si affrontarono sul lungomare prima e nei pressi di un fast food dopo. Botte e due feriti a coltellate in modo non grave. Per questa circostanza la Procura contesta a dieci minori il reato di tentato omicidio. Le indagini sono partite dopo la rissa e grazie alle immagini di videosorveglianza delle telecamere cittadini e dei filmati amatoriali girati e postati in rete.

Nei loro confronti sono state eseguite perquisizioni domiciliari, nel corso delle quali sono stati trovati e sequestrati alcuni indumenti del tutto coincidenti con  quelli visibili dai filmati che avevano ripreso alcune fasi della rissa, nonché alcuni strumenti atti ad offendere. Inoltre si è proceduto al sequestro di alcuni telefoni cellulari in uso ai minori. Proprio analizzando il contenuto dei telefonini, si è giunti alla compiuta identificazione dei 15 giovani oggi arrestati, alla ricostruzione dei fatti e delle cause che hanno fatto scatenare la furia dei due opposti gruppi.

“I fatti – sottolinea il procuratore Patrizia Imperato – per la loro ampiezza e gravità mettevano a repentaglio l’incolumità di chi quel giorno, pacificamente, affollava le strade cittadine”. Così la decisione di spedire 10 ragazzini in carcere e 5 in Comunità. Senza provare a recuperarli in altro modo.

 

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.