Ve la ricordate la storia di Giovanni Lanciato, il rider 52enne picchiato e derubato dello scooter da una banda di ragazzini (tutti poi identificati e arrestati) mentre effettuava una consegna in via Calata Capodichino, periferia nord di Napoli, lo scorso 2 gennaio? Dopo oltre tre mesi la vicenda relativa alla raccolta fondi, organizzata nelle ore successive alla pubblicazione sui social del video virale della rapina, si è positivamente conclusa con la donazione della metà del ricavato alla Fondazione Cannavaro-Ferrara.

Un raccolta caratterizzata da polemiche lanciate da alcuni media e dal consigliere regionale nonché giornalista professionista Francesco Emilio Borrelli. Polemiche che riguardavano gli organizzatori della raccolta fondi lanciata su GoFundMe che ha accumulato oltre 11mila euro nel giro di poche ore grazie a ben 822 donazioni. I promotori, Vincenzo Perrella, titolare di un’agenzia di viaggi a Casalnuovo (Napoli), e Vincenzo Galasso, influencer e presentatore televisivo, che già all’epoca annunciarono di comune accordo con la famiglia di Lanciato di destinare parte della somma raccolta alla Fondazione Cannavaro-Ferrara.

Tutto passò in secondo piano perché a rubare la scena, nel corso dell’incontro tra i promotori della raccolta e il rider rapinato, era stata la presenza di Giorgio Mascitelli, produttore discografico e manager di alcuni artisti del panorama neomelodico napoletano (tra cui Tony Colombo e Luciano Caldore) ma soprattutto (questa la “condanna” che si porta dietro) figlio di un camorrista, Bruno Mascitelli, detto ‘o canotto, in carcere dal 2017 e destinatario poche settimana fa di un’altra ordinanza sempre per spaccio di droga.

Giorgio ha 33 anni, è incensurato ed è amico dei promotori della raccolta fondi nata “istintivamente” nei minuti successivi alla diffusione del video dell’aggressione a Lanciato. Viene spesso chiamato in causa solo per il suo rapporto di parentela con un genitore che non può certo rinnegare ma con il quale dice di non avere rapporti da tempo. Così si passò dal gran cuore dei napoletani alla solidarietà “organizzata” dalla camorra.

Polemiche che portarono alla pubblicazione di alcune notizie infondate che spinsero la stessa piattaforma GoFundMe a chiedere a Perrella ulteriori chiarimenti sull’utilizzo della somma di denaro perché  “dalla stampa si evince che Gianni ha rinunciato alla sua parte, quindi l’obiettivo iniziale della raccolta fondi è cambiato”. Tutto falso. Il rider, attraverso la sua famiglia, smentì al Riformista tutto, mostrandosi sorpreso e dispiaciuto della gogna mediatica che hanno subito gli autori della raccolta. Una fake news che lo stesso ideatore della raccolta ha provato a smontare inviando una serie di documenti alla piattaforma, aggiungendo, con tanto di video dell’incontro, che “dopo essermi accordato con Gianni e con chi ne fa le veci, telefonicamente, siamo giunti alla conclusione che il 50% del ricavato sarebbe comunque stato donato a lui, che intanto aveva ritrovato il mezzo, ed in virtù di questo si decideva di elargire la restante somma di denaro a un ente benefico certificato, nello specifico la Fondazione Cannavaro e Ferrara”.

“Sono quattro giorni da incubo, non pensavo di vivere tutto questo” aveva commentato amareggiato Perrella. “Ho avviato su GoFundme la raccolta in modo istintivo perché colpito dalla brutalità dell’aggressione. Se avessi avuto altre intenzioni non l’avrei certo fermata a 11mila euro. Sono molto deluso, forse era meglio non organizzare nulla visto quello che poi si è generato. Non m’interessa che i soldi vadano tutti a Gianni o una metà alla Fondazione o tutti indietro ai donatori, voglio solo che finisca presto quest’incubo”.

Tre mesi dopo la vicenda si è conclusa così come annunciato dai protagonisti. GoFundMe ha informato gli 822 donatori della variazione dell’uso dei fondi e nelle scorse ore Lanciato, che nel frattempo è tornato a lavorare in una macelleria di una catena di supermercati, ha donato 4mila euro dei circa 10mila detassati alla Fondazione Cannavaro-Ferrara. “Grazie al bel gesto di Gianni Lanciato abbiamo potuto continuare a dedicarci all’acquisto di beni primari per le famiglie napoletane in difficoltà – ha dichiarato Vincenzo Ferrara, Direttore della Fondazione – è da un anno, infatti, che attraverso l’associazione Obiettivo Napoli Onlus, sosteniamo questo tipo di emergenza economica”.

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 faccio parte della redazione del Riformista.