La nuova Italia
Roberto Mancini tra certezze e nuove scelte: come giocherà la sua nuova Italia
Il mister marchigiano trona sulla panchina della Nazionale a distanza di tre anni ed è già chiamato a ridisegnarla: ecco chi avrà più spazio
Roberto Mancini torna sulla panchina della Nazionale italiana. Lo fa a distanza di tre anni, dopo che nel 2023 aveva annunciato le sue dimissioni con una pec dalla Grecia per andare a guadagnare giusto qualche milione in più in Arabia. Ora è pentito, lo ha detto anche nella conferenza stampa di ieri, ed ha accettato questa sfida per finire quanto di bello era stato iniziato in quella magica notte di Wembley del 2021, quando siamo stati sul tetto d’Europa. Poi, la mancata qualificazione al secondo Mondiale di fila, senza di lui è arrivata anche la terza. Siamo costretti nuovamente a ripartire, e cosa c’è di meglio che farlo con l’ultimo uomo ad averci regalato un momento di gloria? Con Sir Claudio alle sue spalle, poi, tutto è possibile. Dall’ultima volta che Mancio ha seduto sulla panchina azzurra, però, molte cose sono cambiate, in primis i giocatori che avrà a disposizione per questo secondo mandato (si spera vincente). Ecco dunque come giocherà l’Italia di Mancini 2.0.
Tra conferme e nuove scelte
La porta non sembra essere in discussione. A difendere i pali azzurri c’è sempre lui, Gigio Donnarumma, uno dei migliori al mondo nel suo ruolo ed eroe della notte di Wembley, dove con una parata sull’ultimo rigore di Saka ci ha regalato la coppa. Dietro di lui un Carnesecchi in costante crescita, che però non sembra poter impensierire Gigione come prima scelta. Davanti al numero 1, Mancio dovrebbe optare per un 4-3-3 o un 4-2-3-1, a seconda del tipo di partita da affrontare. Difesa totalmente da ridisegnare dopo il ritiro di Chiellini e Bonucci, storici pilastri della retroguardia azzurra (e non solo) degli ultimi 15 anni.
Il mister marchigiano farà leva sugli esterni, dove Di Marco si deve seriamente guardare dalla concorrenza di un rinato Calafiori. A destra il futuro si chiama Marco Palestra e si è visto anche nella tragica notte di Zenica, dove è stato l’ultimo a mollare. Come rotazioni pronti Cambiaso e Ruggeri. Al centro si alterneranno invece Gianluca Mancini, Bastoni e Scalvini (in tre per due posti) con dietro di loro una concorrenza spietata di nuove leve, composta da giovani come Leoni, Ahanor, Mané, Chiarodia e Comuzzo. A centrocampo il Ct sarà orfano di Jorginho, al tempo suo fedelissimo della regia, ma oggi può contare sulle qualità di Tonali e Ricci, con Locatelli che resta sempre un ever green.
Fagioli e Barella completano un buon reparto, con giovani come Pisilli e Ndour che scalpitano per scrivere la loro storia con la maglia azzurra. Davanti la nuova proposta è Pio Esposito, esploso nell’ultima stagione all’Inter, poi i soliti Retegui, Scamacca e Kean che, quando stanno bene, possono essere tutti degli attaccanti di peso. Occhio poi al rispolvero di Raspadori e di Zaniolo, dai quali si possono tirare fuori degli spunti tecnici interessanti. E la suggestione Chiesa come jolly non è lontana dai pensieri del Mancio. Il futuro è adesso.
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