La linea B della metro di Roma chiuderà alle 21 da aprile a giugno. Una situazione ancora più complessa riguarderà la linea A che, negli stessi orari, resterà chiusa da giugno 2022 per 18 mesi, quindi fino a dicembre 2023.

Una doccia fredda per romani e turisti, annunciata dall’assessore ai Trasporti di Roma Capitale Eugenio Patané durante l’incontro con la giunta e gli eletti di maggioranza in un Casale in zona Divino Amore sabato 19 febbraio. Il motivo? Lavori di manutenzione, rimandati da troppo tempo. Interventi che sono previsti anche per la linea 8 del tram, dove è necessario ‘rifare i binari’: resterà ferma per 6 mesi a partire da luglio, dopo la chiusura delle scuole. 

“Un’importante manutenzione” per la metro

Dovremo avviare un’importante manutenzione, dall’armamento, alle banchinette e ai sistemi antincendio. La linea B chiuderà anticipatamente alle 21 da aprile a giugno. Approfitteremo anche per sistemare il nodo Colosseo tra B e C. La linea A sempre alle 21, per 18 mesi da giugno” ha spiegato l’assessore Patané. Che ha poi aggiunto: “In questo modo spenderemo tutti i famosi 425 stanziati dall’allora ministro Graziano Delrio. Ma questa somma è solo un quarto di quanto servirebbe in totale, ovvero 1,2 mld per la manutenzione complessiva delle linee esistenti. Con gli interventi sull’antincendio potremo attivare anche lo scambio tra linea A e C a San Giovanni a livello banchina“. Il mezzo miliardo di euro, assegnato durante la giunta Raggi, è rimasto infatti inutilizzato fino ad ora.

In questi anni la metro di Roma, considerata non all’altezza per una capitale europea, ha dovuto affrontare diversi problemi legati a impianti obsoleti e manutenzioni non effettuate con le giuste tempistiche, con ripercussioni sul servizio.

Per quanto riguarda la metro C, i cui lavori di revisione non sono stati effettuati per tempo -rischiando così il blocco- ha spiegato l’assessore: “Proverò a chiedere al ministero dei Trasporti una proroga di un anno e mezzo per la revisione dei treni della linea”, così da garantire la continuità del servizio.

Parcheggi e car sharing

Patané ha annunciato anche una revisione del piano urbano dei parcheggi. “Vogliamo chiudere quello vecchio. Su 150 progetti, sono fattibili circa 25”.

E verrà modificata la mobilità condivisa, ossia con i mezzi in sharing: “Arriveranno il regolamento e il bando sharing per limitare gli operatori che oggi sono 11. Sarà diviso in lotti e dovrà portare il servizio non solo in zone centrali ma nelle periferie. E poi c’è il tema delle colonnine di ricarica dei veicoli elettrici. Ci sono pochi punti rispetto alla grandezza della città”.  

La metro C

In occasione dell’evento “ItaliaDomani”, l’iniziativa che si è svolta all’Auditorium Parco della Musica con al centro la discussione sull’utilizzo dei fondi-4,6 miliardi che, insieme agli investimenti della Regione Lazio, arriveranno a 8,2 miliardi di euro– in arrivo nella Capitale con il Pnrr, si è tornato a parlare della metro C.

Ho scritto al sindaco Gualtieri – ha detto il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini proponendo uno stanziamento di 1,6 miliardi per il completamento della metro C. E un ampio investimento per la tramvia Termini-Vaticano-Aurelio. È una testimonianza di attenzione e importanza per la Capitale ma in realtà un’occasione di sviluppo per tutto il Paese”.

Il pacchetto più ricco previsto per Roma è proprio sulla mobilità: una tranche dei fondi, 120 milioni, per la tramvia Termini-Vaticano-Aurelio (funzionale anche al Giubileo del 2025); 100 per il tram lungo via Palmiro Togliatti e quasi 300 per l’acquisto di oltre 400 bus elettrici.

Il sindaco Roberto Gualtieri, presente all’evento, ha però sottolineato come questa cifra stanziata per la metropolitana non basti: “Ci sono 1,6 miliardi per le metropolitane, per completare la linea C, ma non bastano, ne servono altre per allungare le linee A e B. E poi sui bus elettrici, che sono poco più di 400 e devono attivare al target di 500. Ringrazio il ministro Giovannini per questa integrazione, per avere tutta la Termini-Vaticano-Aurelio finanziata. Sono risorse che servono per i tram ed anche i depositi.

Secondo il primo cittadino per portare a termine gli investimenti della ‘cura del ferro’ a Roma, incluse le metropolitane, “c’è un gap di cinque miliardi da colmare” . Però, grazie a queste risorse, potrà essere fatto un passo in avanti molto significativo.

 

Roberta Davi