Ma guarda che certe volte succedono cose curiose. Molto curiose. C’è una inchiesta a Brescia che riguarda dei grandi pasticci che sono stati combinati dai magistrati milanesi, e forse non solo da loro, sui famosi interrogatori dell’avvocato Amara che denunciava l’esistenza di una certa Loggia Ungheria, che sarebbe stata (o forse ancora sarebbe) al comando del sistema Giustizia. I magistrati di Brescia vorrebbero sapere di alcuni scambi di messaggi che forse ci sono stati tra il procuratore di Milano Greco e il Procuratore generale della Cassazione Salvi.

Per accertare come sono andate le cose chiedono di poter controllare i cellulari di Salvi e Greco. Si fa sempre così (poi in alcuni casi si va anche oltre e si distribuiscono alla stampa pezzi di messaggi, i più scabrosi e privati e che non c’entrano niente con l’inchiesta, ma servono a fare spettacolo… In questo caso, certamente, questo non sarebbe avvenuto).

I magistrati di Brescia – ha rivelato ieri “La Verità” – chiedono a Greco di consegnare il suo cellulare. Ma lui risponde: “No, l’ho perduto”. Vabbé, poco male, tanto se ci sono scambi di messaggi si trovano anche sul cellulare di Salvi. Beh, ci crederete? Anche Salvi purtroppo ha perduto il cellulare. E allora niente. Su questo punto, indagini chiuse.

Voi potete pensare forse che Salvi e Greco abbiano per qualche motivo potuto mentire ai Pm di Brescia per nascondere i loro scambi? Spero francamente che la vostra sospettosità non giunga a tanto. E poi un’altra domanda: ma secondo voi che cosa sarebbe successo se a perdere il cellulare fosse stato magari un cittadino comune o addirittura un politico? A occhio e croce, in base all’esperienza, la scomparsa del cellulare sarebbe stata considerata prova certa di colpevolezza. Per fortuna i magistrati di Brescia sono garantisti. Almeno, questa volta lo sono.

Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.