Respinto con perdite. Atterrito da sondaggi in lenta ma costante discesa, Salvini ha fatto il diavolo a quattro per cercare di rientrare in partita con un governo di unità nazionale. Per ora senza risultati. Dopo aver espresso le sue preoccupazioni in un incontro con Sergio Mattarella, ieri il leader leghista ha di nuovo parlato con il Colle e dopo la telefonata è arrivato il tanto atteso invito del governo alle opposizioni. Nel corso dell’incontro, durato circa tre ore, Conte e i ministri Roberto Gualtieri, Roberto Speranza e Federico D’Incà non si sono sottratti alle domande dei leader dell’opposizione. Nel centrodestra è forte l’auspicio, come ha detto Salvini, che sia “l’inizio” di una nuova collaborazione.

Ma i rapporti tra Palazzo Chigi e la Lega, oltre che personali tra Conte e Salvini, risentono ancora della frattura drammatica della caduta del primo governo Conte, quest’estate. Qualcuno a Palazzo Chigi crede che l’improvviso spirito collaborativo non sia ‘puro’ ma solo una tattica per cercare visibilità e uscire dall’angolo. La pensa così il leader delle Sardine, Mattia Santori. Che ha riservato a Salvini una durissima scudisciata.

«Se chiedi – dice l’apertura del parlamento e sei il più grande assenteista del Pe della storia, viene fuori il tuo patetismo, nel momento in cui i tuoi alleati europei, Orban e gli altri sovranisti, ti rubano i dispositivi sanitari che devono arrivare nel tuo territorio, perché sono più sovranisti di te, allora emerge il tuo patetismo, nel momento in cui il Mes, che tu hai denunciato, viene a salvare anche te che non vuoi essere salvato, viene fuori il tuo patetismo», accusa Santori. «Ad ogni crisi lo sciacallo torna a farsi vivo», conclude il leader delle Sardine