Era tra i detenuti più anziani d’Italia Giovanni Marandino. Aveva 84 anni e una ventina di patologie ma il gip del Tribunale di Salerno aveva accolto la richiesta della Procura acconsentendo all’aggravamento della misura cautelare di “Ninuccio”. E così Marandino è morto la scorsa notte alle 3:00 all’Ospedale Cardarelli di Napoli. Era accusato di usura ed esercizio abusivo di attività finanziarie. Ed era stato condannato in passato, in via definitiva, per associazione a delinquere di stampo mafioso: riconosciuto affiliato alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. E infatti i titoli recita tutti o quasi così: su “l’ultimo boss della Nco di Cutolo”.

Ma l’84enne aveva una ventina di patologie, come informava il Garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello. Marandino soffriva di “severa vasculopatia cerebrale con disturbi mnesici e disorientamento temporo spaziale, depressione maggiore, ateromasia carotidea, distiroidismo, bpco, apnee notturne, diabete mellito scompensato e complicato, pregresso intervento per sostituzione valvola aortica, anuloplastica mitralica e rivascolarizzazione miocardica con bypass, postumi deiescenza ferita sternale tratta con vac terapy, cardiopatia sclero-ipertensiva-ischemia con pregresso ima, aritmia cardiaca da fibrillazione atriale cronica, postumi pancreatite, ipb, incontinenza neurogena, i.r.c da rene policistico, deficit visus, ipoacusia, laparocele, reflusso gastroesofageo, diverticolosi colon, severa artrosi polidistrettuale con gravi limitazioni funzionali”.

A Marandino i domiciliari erano stati negati perché la sua abitazione a Capaccio, provincia di Salerno, era considerata “un vero e proprio centro logistico di finanziamento”. Accusato con lui il figlio, 39 anni, agli arresti domiciliari, la moglie e un altro uomo vicino alla famiglia, entrambi a piede libero. Secondo le indagini – condotte dalla Procura di Salerno guidata da Giuseppe Borrelli, ex capo Dda di Napoli – del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Salerno avrebbero incassato 100mila euro in un anno. Di così eccezionale rilevanza il pericolo di reiterazione del reato – si leggeva nella nota della procura di Salerno del 3 febbraio scorso – che lo stesso giudice ha ritenuto necessaria la custodia cautelare in carcere, pur trattandosi di un ultraottantenne.

E oggi Ciambriello dichiara: “Marandino era una persona anziana con un passato con precedenti penali ma questo giustifica il fatto che da febbraio di quest’anno sia stato fatto morire nell’assoluta solitudine senza il conforto dei familiari presso l’ospedale Cardarelli di Napoli? La tutela della salute, della vita e dell’età avanzata sono prioritarie rispetto alle misure cautelari? – denuncia Ciambriello – Da mesi, più volte interpellato dai familiari, ho seguito il caso di Giovanni in carcere e sono andato domenica scorsa a trovarlo in Ospedale al Cardarelli. Davanti a me un vecchio in fin di vita non in grado di intendere e volere. Tra l’altro in cella a Poggioreale era recentemente caduto, spezzandosi il femore, e subendo un’operazione; non poteva nemmeno usufruire dell’ora d’aria e, considerate le sue patologie, gli era stato assegnato un piantone. Una persona anziana arrivata in carcere in autoambulanza ne esce nella bara!!!! Questo è accanimento giudiziario”.

A denunciare per primo il caso il Garante dei detenuti di Napoli, Pietro Ioia. “Non avevo mai visto un uomo in quelle condizioni”, riferiva lo scorso febbraio questo giornale raccontando di un signore anziano che cadeva dalla sedia a rotelle, che non riusciva a stare seduto, che aveva il catetere e non era autonomo. Ioia lanciava un appello alla ministra Marta Cartabia: “Signora ministra, io non so se le arriverà questo messaggio. Sono il Garante dei detenuti del Comune Napoli, sono appena uscito dal carcere di Poggioreale. Ho visto un detenuto di 85 anni, mi creda, sulla sedia a rotelle. Una larva umana. Mi creda, faccia qualcosa. La prego e la supplico, faccia qualcosa. Per la Giustizia italiana, grazie”. Un appello rimasto evidentemente inascoltato.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.