Ha 83 anni e nel carcere di Poggioreale, a Napoli, è stato portato direttamente in ambulanza lo scorso 3 febbraio. Soffre di numerose patologie ma nonostante ciò il gip del Tribunale di Salerno ha accolto la richiesta della Procura acconsentendo all’aggravamento della misura cautelare di Giovanni Marandino, già sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di Capaccio (Salerno) e accusato di usura ed esercizio abusivo di attività finanziarie.

Niente arresti domiciliari perché la sua abitazione è ritenuta “un vero e proprio ‘centro logistico di finanziamento’. Di così eccezionale rilevanza il pericolo di reiterazione del reato – si leggeva nella nota della procura di Salerno del 3 febbraio scorso – che lo stesso giudice ha ritenuto necessaria la custodia cautelare in carcere, pur trattandosi di un ultraottantenne”. Così da Capaccio a Napoli in ambulanza nel carcere più sovraffollato d’Europa e con diversi casi di coronavirus registrati nelle ultime settimane che hanno stroncato la vita a una guardia penitenziaria.

A fornire l’elenco delle oltre venti patologie di cui soffre l’83enne è Samuele Ciambriello, garante dei Detenuti della Campania, che ne sta seguendo gli sviluppi sanitari. Marandino soffre di “severa vasculopatia cerebrale con disturbi mnesici e disorientamento temporo spaziale, depressione maggiore, ateromasia carotidea, distiroidismo, bpco, apnee notturne, diabete mellito scompensato e complicato, pregresso intervento per sostituzione valvola aortica, anuloplastica mitralica e rivascolarizzazione miocardica con bypass, postumi deiescenza ferita sternale tratta con vac terapy, cardiopatia sclero-ipertensiva-ischemia con pregresso ima, aritmia cardiaca da fibrillazione atriale cronica, postumi pancreatite, ipb, incontinenza neurogena, i.r.c da rene policistico, deficit visus, ipoacusia, laparocele, reflusso gastroesofageo, diverticolosi colon, severa artrosi polidistrettuale con gravi limitazioni funzionali”.

“Sabato scorso, 22 febbraio 2021 – aggiunge Ciambriello – è stato colto da un malore ed trasportato all’ospedale dei Pellegrini dove è rimasto in osservazione per tutta la notte e domenica ha fatto ritorno in carcere”.

“Sono in contatto quotidiano con la Direzione sanitaria del carcere di Poggioreale che mi aggiorna sui trattamenti sanitari in corso” spiega. “Credo che il diritto alla salute e alla vita debba godere di adeguata tutela anche rispetto alle esigenze di giustizia e di accertamento da parte dell’autorità giudiziaria. Pur nel rispetto del sistema cautelare in caso di gravi reati, ritengo che ciò debba essere attuato attraverso la gradazione della misura con l’applicazione di una restrizione più adeguata allorquando la persona coinvolta si trovi in condizioni psico fisiche precarie, come nel caso del signor Marandino”.

Il garante infine stigmatizza le tante polemiche in corso sui giornali e nei dibattiti televisivi rispetto ai reati ostativi, alla certezza della pena: “È la Costituzione italiana all’art 32 che definisce la salute come diritto fondamentale dell’individuo. Significa che tutto ciò non riguarda solo il singolo ma si riflette sulla collettività. La tutela della salute è un valore costituzionale supremo di ogni cittadino, libero o diversamente libero, lo voglio dire anche a tanti pennivendoli e giornalisti televisivi giustizialisti e a quanti, anche tra i politici, disconoscono gli articoli della Costituzione sul tema “Carcere e salute”. Nello svolgimento della mia funzione, nei continui colloqui che ho con i detenuti e con gli uffici giudiziari, mi occupo personalmente di centinaia di casi analoghi”

Sulla vicenda, così come anticipato dal Riformista, è intervenuto anche il garante napoletano dei detenuti Pietro Ioia che ha lanciato un appello alla ministra della Giustizia Marta Cartabia.

“Signora ministra, io non so se le arriverà questo messaggio – dice Ioia nel video – Sono il Garante dei detenuti del Comune Napoli, sono appena uscito dal carcere di Poggioreale. Ho visto un detenuto di 85 anni, mi creda, sulla sedia a rotelle. Una larva umana. Mi creda, faccia qualcosa. La prego e la supplico, faccia qualcosa. Per la Giustizia italiana, grazie”.

“Signora ministra, io non so se le arriverà questo messaggio – dice Ioia nel video – Sono il Garante dei detenuti del Comune Napoli, sono appena uscito dal carcere di Poggioreale. Ho visto un detenuto di 85 anni, mi creda, sulla sedia a rotelle. Una larva umana. Mi creda, faccia qualcosa. La prego e la supplico, faccia qualcosa. Per la Giustizia italiana, grazie”.

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.