Ma ora dovete beccare quelli dei monopattini. Sennò è sleale. Mi spiego meglio. Siamo tutti d’accordo, mi pare, su una cosa: che quei deputati e quei consiglieri regionali che hanno preso il bonus previsto per i lavoratori a partita Iva sono dei veri felloni. Fa bene il Fatto Quotidiano, unico giornale che ha davvero la spina dorsale (da quando non si stampa più il Popolo d’Italia) a raccogliere le firme per chiedere che il governo tiri fuori i nomi e li esponga in piazza. Giusto?

Però… Però non ha torto neppure Forcolin. Chi è Forcolin? Fino a ieri era il vicepresidente del Veneto, ma ora si è dimesso perché è finito nel pantano di questo scandalo. Zaia, il Presidente, leghista come lui, gli ha detto che non lo ricandiderà alle prossime elezioni e ora Forcolin, che è ancora giovane, rischia di vedere distrutta una carriera politica che poteva diventare radiosa: distrutta per 600 euro che ha dovuto oltretutto dividere con altri cinque o sei soci della sua piccola azienda. A lui saranno andati si è no 100 euro una tantum, e Forcolin è uno che guadagna circa 8000 euro al mese per l’incarico in regione più i profitti della sua azienda ora sussidiata col bonus. Può un cristiano, perlopiù di successo, andare in rovina per cento miserrimi euro?

Beh, Forcolin comunque ha ragione a rilanciare. Dice: scusate, ma perché ve la prendete tutti con noi che abbiamo preso questo bonus Iva e non ve la prendete coi deputati e i senatori (pare soprattutto 5 Stelle) che hanno preso il bonus monopattino, e il bonus bicicletta, e il bonus automobile e soprattutto (lì si tratta di decine e decine di migliaia di euro) il bonus ristrutturazione? Secondo voi un deputato che guadagna 12 o 13 mila euro al mese ha bisogno dell’aiuto dello Stato per comprarsi un monopattino? O per ristrutturare casa? È vero anche che la legge lo consente, e quindi perché mai se un deputato volesse comprarsi un monopattino non dovrebbe prendere il bonus? La risposta è unanime: per ragioni morali.

O il moralismo si ferma a Forcolin o alla Elena Murelli, deputata della Lega che oltretutto in un recente intervento alla Camera definì “mancia” quei poveri 600 euro? A me hanno spiegato che la legge permetteva ai deputati di prendere il bonus ma siccome i deputati hanno un buono stipendio e non hanno bisogno di aiuti, la legge morale (credo quella di Kant, che è dentro di noi) impone di non prenderli. E perciò vanno messi alla gogna i deputati e i consiglieri regionali che lo hanno preso o anche solo chiesto. Benissimo. Ma forse i deputati hanno bisogno del bonus per comprare un monopattino? O per comprarsi una bici, o per ristrutturare casa e mettere i pannelli solari sotto il cielo stellato (che è sopra di noi…)?

Dunque, se le cose stanno così, ci aspettiamo che Il Fatto riprenda la raccolta delle firme e chieda che sia fatta una indagine per accertare chi sono e quanti sono i deputati che hanno approfittato dei vari bonus. E poi i governatori, e poi i consiglieri regionali e via via… Fino ad ottenere una catena di dimissioni dal Parlamento e dalle regioni. Centinaia, centinaia, centinaia. Usciamo dallo scherzo. Ma poi non è uno scherzo perché gli argomenti di Forcolin sono ragionevolissimi. Oggi il presidente dell’Inps Tridico risponderà alla Camera dei deputati che gli chiederanno, immagino, non solo i nomi ma perché è stata violata la privacy visto che non c’era stata nessuna frode e nessun tentativo di frode. L’Inps forse è diventato un ente morale che detta le norme di comportamento coerenti con l’Etica di Stato e poi provvede ad applicarle e a indicare al ludibrio pubblico i trasgressori? Oppure l’Inps, essendo caduto in mano ai 5 Stelle, segue disciplinatamente la politica dei 5 Stelle e dunque piega la sua vocazione di previdenza e di assistenza in missione giustizialista?

Non è mica un problema formale. Noi stiamo assistendo in questi anni a un uso di pezzi di Stato – in primo luogo, ovviamente, la magistratura – a fini politici di parte come non si era mai visto in passato, se non forse ai tempi del fascismo. Il grado della vera corruzione pubblica è salito enormemente da quando il populismo è diventato l’ideologia unica. La corruzione non è tanto prendere una tangente: lì non fai un gran danno. Quella è piccola corruzione, non si mina con una tangente l’autorevolezza dello Stato né tantomeno si mina lo Stato di diritto. La corruzione vera è quando usi lo Stato per combattere i nemici.

Con le inchieste della magistratura, con le interdittive, con i sequestri dei beni (leggetevi la storia di quella azienda siciliana della quale parliamo oggi in prima pagina e a pagina 7) e ora anche con l’Inps, oltre che con l’uso disinvolto dei giornali e delle Tv. Lo Stato che promuove il giustizialismo trasformandosi in struttura non più di diritto ma di propaganda. Cosa fanno quei magistrati che aprono inchieste a raffica, senza reato, senza indizi, solo per cercare notorietà? Propaganda. E cosa faceva il ministro dell’Interno quando usava il dramma dell’immigrazione e la struttura del ministero dell’Interno, per guadagnare voti? E cosa sta facendo l’Inps? E cosa fa il tribunale dei ministri che vuole trasformare in reati le scelte (a mio giudizio sciagurate) di Salvini sul blocco dei porti? Questa è la corruzione.

Per l’Italia sta diventando un problema gravissimo, e i danni di quel che sta succedendo possono diventare irreversibili. Il passaggio dal Diritto alla Propaganda. Che è l’anticamera del passaggio dallo Stato di Diritto allo Stato Etico. Sono solo i 5 Stelle e la Lega a guidare questa rincorsa reazionaria? No, altrimenti non riuscirebbero a vincere. Invece stanno vincendo perché il Pd li insegue, FdI li scavalca e gli altri partiti restano imbambolati, impauriti.

P.S. Ho fatto un calcolo sulle origini geografiche dei deputati e dei consiglieri regionali fin qui coinvolti: 3 sono del Veneto, 3 del Piemonte, 2 sono emiliani, uno ligure, uno della Lombardia e un friulano. Oddio. Mi sono immaginato cosa si sarebbe detto se fossero stati 5 siciliani, tre calabresi, due di Napoli e uno di Brindisi. Vi immaginate Salvini? Vi immaginate i giornali del Nord? Beh, un pochino pochino a me viene da ridere…