La Germania ha un nuovo governo: Olaf Scholz prende il posto di Angela Merkel e guida la locomotiva d’Europa in pista con il “semaforo”: il verde dei Grünen, il giallo dei liberali dell’Fdp e il rosso dell’Spd insieme in una coalizione che può fare da modello anche per l’Italia. Ieri è stato proprio il commissario europeo all’Economia Gentiloni a twittare per primo le sue “congratulazioni e auguri a Olaf Scholz e al suo governo”. Pochi minuti dopo lo segue, telegrafico, Enrico Letta: “Buon lavoro Olaf Scholz!”. Non fa mistero, il segretario Pd, di guardare al modello tedesco. “La Germania insegna che dalla crisi si esce a sinistra”, è la linea.

Nipote della nota germanista Franca Quartapelle, che ha insegnato tedesco in tutta Italia, è la responsabile esteri dem, Lia Quartapelle. “È un bel governo. Un esperimento che parla all’Italia e non solo”. Troviamo Quartapelle sulla scaletta dell’aereo. “Sto andando a Berlino proprio adesso per incontrare i responsabili esteri del Spd e dei Verdi, hanno un grande interesse a dialogare con l’Italia. A noi interessano molto alcuni punti del loro programma. Quello sulla casa, il nuovo ministero clima-energia-economia che guiderà la Germania verso l’impatto zero è di interesse estremo. Va tratto spunto”. La figura della nuova ministra degli Esteri, la leader dei verdi Annalena Baerbock segnerà un cambiamento importante. A lei guarda con interesse Rossella Muroni, Federazione dei Verdi: “Sedici anni dopo Joschka Fischer, Annalena Baerbock diventerà il capo della diplomazia tedesca: l’aspettativa è grande per rimettere i temi climatici ed ambientali debbano essere al centro della geopolitica del terzo millennio. L’Europa degli egoismi e dell’austerità dovrà essere definitivamente archiviata e rifondata nello spirito del green new deal”, auspica Muroni.

Sintonica anche Margherita Boniver, che per Forza Italia è stata a lungo a capo degli Esteri: “Gli auguri a Scholz non sono solo sinceri ma dovuti, perché dalla capacità del nostro più importante alleato dipende un futuro migliore per tutti gli europei. E poi stiamo parlando di chi è stato vice cancelliere della Merkel”. A Gennaro Migliore, Italia Viva, chiediamo a quale dei tre soggetti della coalizione tedesca si ispiri il partito di Matteo Renzi. “Ci ispiriamo a Macron”, dice diplomaticamente. “Ma Scholz è un sincero riformista, e ha vinto in pieno accordo con l’agenda Merkel. Sono molto soddisfatto”, conclude. E poi abbiamo Draghi, il miglior interlocutore possibile per Berlino. Anche lui parla bene tedesco e governa su una ampia coalizione, ma da noi l’omologo della Spd preferisce i populisti ai liberali.

Ph.D. in Dottrine politiche, ha iniziato a scrivere per il Riformista nel 2003. Scrive di attualità e politica con interviste e inchieste.