La crisi di governo e lo scontro tra il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e Matteo Renzi spopola sui social. E non è solo una questione di notizie o di meme fioccati a centinaia nelle ultime ore. Renzi, durante la conferenza stampa di ieri nella quale erano state annunciate le dimissioni delle ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e del sottosegretario Ivan Scalfarotto, e che quindi ha aperto ufficialmente lo strappo nella maggioranza, aveva insistito, ripetutamente, sulla necessità di ritornare a conquistare una formalità dei ruoli, di non trattare la democrazia come un reality show (ogni riferimento al portavoce del premier Rocco Casalino, ex concorrente del Grande Fratello, non è casuale), di un uso appropriato dei social network da parte delle istituzioni. E proprio con una Storia su Facebook esplode l’ultimo caso.

Qualche ora fa il profilo ufficiale di Giuseppe Conte ha postato una foto con Renzi e la scritta: “Se vuoi mandare Renzi a casa e supporti Conte iscriviti nel gruppo”. La Storia invitava quindi a scorrere in alto e quindi ad arrivare alla pagina del Gruppo Pubblico “Conte premier – Renzi a casa!”. Un gruppo di 2.709 persone amministrato da Infopolitica, che si qualifica come pagina di agenzia media/stampa e che rimanda a un sito internet che risulta inesistente, informazionevera.it.

La Storia è sparita dopo qualche minuto dal profilo di Conte. Il caso però è destinato a restare. Prima che si aprisse la crisi un altro caso era esploso dopo la frase attribuita a Rocco Casalino, e poi smentita, “asfaltiamoli in Parlamento”. E in occasione della liberazione dei pescatori in Libia altra bufera si era abbattuta sul portavoce per la condivisione di uno screenshot della sua posizione geografica da Bengasi. Anche in quel caso fu tutto attribuito a un malfunzionamento del device.

“Stiamo facendo verifiche per capire cosa è successo ma io e il mio staff siamo estranei alla cosa”, ha spiegato all’AdnKronos anche in questo caso il responsabile dei media di Palazzo Chigi, Dario Adamo. Quindi nessuno sa chi per chi per come e quando e perché ha postato quella storia. Non è escluso che il profilo Facebook del premier sia stato hackerato, naturalmente.