Sfuma il sogno mondiale di Irma Testa. È argento per la pugile napoletana alla Başakşehir Gençlik ve Spor Tesisleri di Istanbul, dove l’atleta di Torre Annunziata, provincia di Napoli, cresciuta alla Boxe Vesuviana di Lucio Zurlo, combatteva per il gradino più alto dei Mondiale degli Elite femminili. Limite dei 57 chili. A quasi un anno dal bronzo olimpico di Tokyo – prima medaglia per la prima azzurra di sempre ai Giochi– è comunque un traguardo storico per la pugile napoletana: prima azzurra ad arrivare sul podio di tutte le più importanti competizioni internazionali

L’avversaria taiwanese Lin Yu-Ting – già oro ai Mondiali del 2018 da peso gallo e bronzo nei pesi piuma all’edizione successiva – si è dimostrata velocissima e reattiva come poche altre atlete ma soprattutto rissosa come già negli altri match. Prima ripresa di studio e di rissa in alcuni passaggi. Seconda ancora di spinte e gomitate. Terzo round in cui Testa è riuscita a imporsi ma troppo poco e troppo tardi. Sarebbe servito un giudizio netto, una prestazione senza possibilità di equivoci per i giudici che non si sono sprecati in neanche un richiamo. Rammarico per l’arbitraggio che ha favorito la boxe sporca e rissosa della taiwanese – chissà come sarebbe finita altrimenti.

Split decision: 4 giudici a 1. Sensazioni contrastanti: restano sia l’amaro in bocca che un risultato epico che conferma Testa ai vertici dello sport italiano. “È stato uno splendido mondiale. Ho fatto sei incontri. L’ultimo non ho preso bene le misure, mi sono fatta trovare impreparata. Prima e seconda, è stata forte, mi ha preso sul tempo. Ha trovato lei le misure, io non ce l’ho fatta. La terza ci ho provato un po’ di più, ma già non bastava perché prima e seconda le avevo già perse. Va bene così, ci riproviamo la prossima volta“, le parole della pugile a fine incontro.

Il cammino dell’atleta delle Fiamme Oro era stato impeccabile: dall’esordio ai 32esimi con la maliana Fatoumata Marine Camara ai 16esimi contro la giapponese Mona Kimura, quindi agli ottavi con la polacca Sandra Krystyna Kruk e i quarti con l’uzbeka Sitora Turdibekova. Già in zona medaglie – i premi: 100.000 dollari per l’Oro, 50.000 per l’argento, 25.000 per il bronzo – , la 24enne napoletana si è presa la semifinale senza lasciare spazi a dubbi o verdetti in bilico contro l’indiana Manisha Moun. Match perfetto, forse il migliore della sua carriera. Resta l’amaro in bocca, ribadiamo, per l’oro sfiorato: sarebbe stata un’impresa da raccontare ai nipoti. Irma Testa è stata l’unica pugile vista su quel ring. Torna comunque dalla Turchia con un altro risultato storico. L’altra volta ai Mondiali si era fermata ai 16esimi. Resta in ascesa. Il prossimo obiettivo sono i Giochi di Parigi 2024.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.