Sono quasi tre milioni le persone che da inizio pandemia hanno contratto il Covid. Superare questa malattia non è semplice e spesso i sintomi post infezione possono durare anche diversi mesi. Un problema che non riguarda solo chi ha contratto l’infezione in forma acuta ma anche i paucisintomatici o anche asintomatici. Ivan Gentile, Professore Ordinario di Malattie Infettive all’ Università degli Studi di Napoli Federico II, ha spiegato al Riformista quali sono i sintomi Post Covid e come fare a superarli. E lancia l’allerta: “Per chi ha già contratto il Covid il rischio di reinfezione è molto basso, ma non assente. Non sappiamo ancora quale sia la soglia anticorpale che definisca un soggetto ‘protetto’. Per questo motivo si raccomanda il rispetto delle misure di precauzione universale”.

Quali sono i sintomi post Covid?
I sintomi sono i più vari: difficoltà di concentrazione, insonnia, depressione, mal di testa, perdita di capelli, tosse, stanchezza, respiro corto, alterazioni dell’olfatto e del gusto. In poche parole, alcuni pazienti anche dopo una guarigione clinica e virologica non riescono a tornare alla loro vita pre-COVID.

Quanto tempo possono durare?
Non abbiamo ancora dati certi su questo poiché la malattia è ancora giovane. Sappiamo che a distanza di alcuni mesi una percentuale di pazienti lamenta uno o più di questi sintomi.

Tutte le persone che contraggono il Covid poi hanno i sintomi post covid alla stessa maniera?
Cominciamo col dire che la maggior parte delle persone non lamenta alcun sintomo dopo la guarigione dall’infezione acuta. Distinguerei due casi. Ci sono i soggetti che hanno avuto la malattia in forma severa e che vengono sottoposti a cure intensive (ad esempio intubazione). In questi casi una difficoltà a riprendere la propria vita è osservata anche in altre malattie di equivalente gravità e che comportano un allettamento lungo e quindi atrofia muscolare e difficoltà respiratorie per danno polmonare. Poi ci sono le persone che invece hanno avuto la malattia in forma non severa ma che riscontrano uno o più di questi sintomi. In questi casi potremmo ipotizzare un ruolo diretto del virus, ma c’è ancora da studiare su questo argomento.

Da cosa dipende l’intensità e la durata dei sintomi post Covid?
Sebbene alcuni studi abbiano riscontrato una frequenza più elevata di sintomi persistenti in soggetti con età compresa tra 40-60 anni o ospedalizzati, la sindrome post-Covid sembra colpire sia i soggetti con malattia lieve che quelli con malattia moderata-grave. L’incidenza, la storia naturale e l’eziologia di questi sintomi è attualmente sconosciuta.

Cosa fare per riprendersi meglio e prima?
Innanzitutto, non vanno assunti farmaci inutili che possono deprimere le nostre difese immunitarie, ma vanno ascoltati i consigli del medico. Laddove possibile, una dieta varia, una buona idratazione ed evitare di stare sempre a letto rappresentano fattori protettivi.

Dopo aver contratto il covid si hanno abbastanza anticorpi per non rischiare di contrarlo nuovamente?
Il rischio di reinfezione è molto basso, ma non assente. Al momento anche per chi ha contratto l’infezione si raccomanda il rispetto delle misure di precauzione universale. Riguardo gli anticorpi, non abbiamo certezze a riguardo. Sappiamo che gli anticorpi ci difendono dalle infezioni, ma è possibile anche che persone con bassi livelli di anticorpi possano comunque essere protette per la presenza nel loro organismo di cellule di “memoria immunologica” cioè che “ricordano” di aver “conosciuto” il virus ed al momento opportuno producono una quantità sufficiente di anticorpi che proteggono l’individuo.

Come si fa a sapere quanti anticorpi si hanno?
Possono essere dosati gli anticorpi totali e gli anticorpi neutralizzanti cioè in grado di impedire l’ingresso del virus nelle cellule. È possibile anche discriminare con un test coloro che sono stati vaccinati da coloro che hanno avuto contatto con il virus.

Quali sono i parametri per capire la percentuale di anticorpi sviluppata?
Molti test forniscono il titolo cioé il livello di anticorpi presenti nel sangue del soggetto diretti contro il virus.

Le fasce di percentuali a che livello di immunità corrispondono?
Al momento non abbiamo un correlato chiaro di protezione e non è nota la soglia anticorpale che definisca un soggetto “protetto”. In altre parole, non sappiamo se ed a che livello gli anticorpi sono protettivi nell’impedire una reinfezione.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.