“Responsabilità non ce n’è da parte nostra”. Risponde così alle polemiche divampate ieri, dopo l’attentato di Nizza, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. La titolare del Viminale ha parlato in una conferenza stampa del caso di Brahim Aoussaoui, il terrorista autore della strage nella cattedrale di Notre-Dame che era arrivato in Francia dall’Italia, dove era sbarcato su un barchino a Lampedusa lo scorso settembre, passando poi a Bari per l’identificazione e riuscendo a raggiungere la sua meta.

Lamorgese nel suo intervento scarica le responsabilità sul suo predecessore, quel Matteo Salvini che ieri aveva evocato le sue dimissioni parlando di “responsabilità morale” della strage per lei e il premier Giuseppe Conte. “Si parla delle nostre modifiche al decreto sicurezza – ha aggiunto – ma quei decreti anziché creare sicurezza hanno creato insicurezza perché 20mila persone sono dovute uscire dall’accoglienza da un giorno all’altro. Noi abbiamo cercato di tenere presente le esigenze di sicurezza del Paese, non disperdendo tutti sul territorio nazionale”. “In questi mesi c’è stato certamente un numero più elevato di sbarchi, ma non dimentichiamo che siamo davanti ad una grande crisi economica della Tunisia, anche in relazione al Covid, che ha fatto cadere le possibilità di mantenimento sociale di quel territorio e reso tutto più complicato” ha aggiunto il ministro.

Il ministro è andato poi all’attacco ricordando come in passato si sono verificati casi analoghi. “Come mai l’opposizione si è scusata oggi con la Francia, cui manifesto tutta la mia solidarietà, e non ha ritenuto di scusarsi in altri casi gravi come gli attentati alla metropolitana di Londra nel 2017 o quello alla Rambla sempre nel 2017? E’ il momento di fermarci con queste polemiche ed essere vicini alla Francia e all’Europa, perché questo è un attacco all’Europa: Lampedusa infatti è la porta d’Europa“, è stata la richiesta della Lamorgese.

Il killer tunisino, ha aggiunto la titolare del Viminale, “non era stato segnalato dalla Tunisia né risultava segnalato dall’intelligence. E’ entrato a Lampedusa tramite uno sbarco autonomo il 20 settembre scorso e successivamente è stato destinatario il 9 ottobre di un decreto respingimento con ordine del questore di abbandonare il territorio”.