Siamo entrati nel quinto giorno di guerra dopo l’attacco Hamas a Israele avvenuto nelle prime ore del mattino di sabato 7 ottobre. Il bilancio è drammatico con migliaia di morti (oltre 1200 quelli israeliani, oltre mille quelli palestinesi di Gaza, ma il dato è assai approssimativo). Migliaia anche i feriti dopo gli attacchi via terra e via cielo di Hamas e i successivi bombardamenti nella Striscia da parte di Israele: sono quasi 5mila i feriti palestinesi, quasi 3mila quelli israeliani, con ospedali in condizioni disperate, soprattutto l’unico operativo a Gaza. Qui la situazione è drammatica con gli sfollati, secondo l’Onu, che sono oltre 123mila e con la popolazione che risente dei danni a strutture idriche e igieniche, con l’unica centrale elettrica della Striscia di Gaza che è a corto di carburante. Le Nazioni Unite hanno anche ammonito l’assedio disposto dal ministro della Difesa di Tel Aviv Yoav Gallant che lunedì scorso ha annunciato che a Gaza non arriveranno più “né elettricità, né cibo, né acqua, né carburante”. “L’imposizione di assedi che mettono in pericolo la vita dei civili privandoli di beni essenziali per la loro sopravvivenza è vietata dal diritto internazionale umanitario” la replica dell’Onu.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
11 ottobre - 21:42

Erdogan apre negoziati con Hamas per gli ostaggi

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha aperto un processo per arrivare ai negoziati con Hamas per ottenere la liberazione degli ostaggi. Lo riferiscono fonti ufficiali turche.

A cura di Redazione
11 ottobre - 21:07

Zelensky pronto ad andare in Israele per mostrare solidarietà

Volodymyr Zelensky sarebbe pronto a recarsi in visita in Israele per mostrare solidarietà al Paese in mezzo combattimenti con Hamas a Gaza. Sarebbe già partita una richiesta dall’ufficio del presidente ucraino diretta al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per coordinarsi. Non ci sono ancora state conferme ufficiali né dell’ok né di possibili date.

A cura di
11 ottobre - 20:02

Onu: "Uccisi 11 dipendenti a Gaza da attacchi Israele"

Da sabato 7 ottobre undici dipendenti dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) sono stati uccisi negli attacchi aerei israeliani sulla Striscia di Gaza. “Siamo molto rattristati nel confermare che 11 colleghi dell’Unrwa sono stati uccisi dal 7 ottobre nella Striscia di Gaza”, ha affermato l’Agenzia Onu in una nota, senza specificare se si tratti di personale palestinese o straniero. L’Unrwa ha precisato, tuttavia, che tra le vittime si contano cinque insegnanti, un ginecologo, un ingegnere, un consulente psicologico e tre membri dello staff di supporto.

A cura di Redazione
11 ottobre - 19:09

Israele smentisce i raid al nord: l'allarme colpa di un errore

L’esercito israeliano ha smentito il raid con i droni al nord proveniente dal Libano. Gli allarmi in tutta l’area sarebbero suonati per colpa di un errore tecnico e non ci sarebbe stata nessuna incursione aerea nel territorio israeliano.

A cura di
11 ottobre - 18:35

Ambasciata Usa a Beirut: "Nessuna evacuazione, siamo aperti"

“L’ambasciata americana a Beirut non è stata evacuata ed è aperta e funziona normalmente. I rapporti che dicono il contrario sono falsi”, così su X l’account dell’ambasciata americana in Libano che smentisce indiscrezioni relative a una chiusura imminente del sito.

A cura di Redazione
11 ottobre - 18:33

Per 007 Usa "Iran sorpreso da attacco Hamas"

Gli Stati Uniti hanno raccolto molteplici informazioni di intelligence secondo le quali i leader iraniani sarebbero rimasti sorpresi dall’attacco di Hamas in Israele. Lo scrive il New York Times, secondo cui queste informazioni hanno contribuito ad alimentare i dubbi americani sul fatto che l’Iran abbia avuto un ruolo diretto nella pianificazione dell’attacco di Hamas. Dai rapporti emergerebbe che i funzionari iraniani non sapessero nulla dell’imminenza di un attacco. Secondo alcuni funzionari americani e un altro del Medio Oriente gli Stati Uniti, Israele e i loro principali alleati nella regione non avrebbero trovato prove che Teheran abbia contribuito direttamente a pianificare l’attacco.

A cura di Redazione
11 ottobre - 18:14

Droni dal Libano, tv Hezbollah smentisce: "Possibile arrivo dalla Siria"

“Nessun drone o deltaplano è penetrato in Israele dal sud del Libano”. E’ quanto sostiene al Manar, la tv di Hezbollah. “Dal sud del Libano non ci sono conferme di droni o deltaplani verso la Palestina occupata”, ha raccontato il reporter. “E’ possibile che siano penetrati dal Golan siriano ma non possiamo confermare da qui”.

A cura di Redazione
11 ottobre - 17:40

Sirene nel nord d'Israele, possibile attacco con droni dal Libano: sullo sfondo Hezbollah

Scontri in corso non solo a Gaza e nel sud di Israele. Gli allarmi per intrusione di droni risuonano in tutto il Nord del Paese, tra cui Tiberiade, Safed, Beit Shean e altre aree. Stando a quanto riportato da Channel 12, sarebbero stati individuati 15-20 droni provenienti dal Libano. Non è al momento chiaro se si tratti di un intervento di Hezbollah nel conflitto scatenato da Hamas. Il partito sciita libanese (filo-iraniano) nelle scorse ore aveva però annunciato una risposta all’azione di Tel Aviv.

Ai residenti di ampie zone del nord di Israele è stato intimato di entrare immediatamente nei rifugi. Lo ha fatto sapere il Comando interno di Israele che parla di una possibile infiltrazione di un drone. I media locali parlano invece di infiltrazioni multiple di droni o deltaplani con uomini armati nel territorio israeliano dal Libano. Testimoni oculari confermano di aver sentito esplosioni e razzi cadere a sud di Haifa.

 

Hezbollah nelle scorse ore ha accusato gli Stati Uniti di sostenere “il terrorismo israeliano” e ha affermato che l’invio della portaerei americana nel Mediterraneo “rivela la debolezza dell’apparato militare sionista”. In un comunicato diffuso dalla loro emittente al Manar, gli Hezbollah affermano di “non essere sorpresi dalle posizioni politiche e dalle azioni intraprese dall’amministrazione statunitense, in particolare dal sostegno dichiarato all’aggressione sionista contro il popolo palestinese”. Hezbollah sostiene che questo sostegno “riflette la vera essenza della politica statunitense nel suo continuo appoggio al terrorismo sin dalla fondazione dell’entità occupante”. Hezbollah ha affermato di ritenere gli Stati Uniti responsabili, insieme a Israele, “per gli omicidi, i crimini, gli assedi e gli orribili massacri perpetrati contro civili innocenti, inclusi bambini, donne e anziani”. “L’invio di portaerei nella regione, con lo scopo di sollevare il morale del nemico – si legge nel comunicato – rivela la debolezza dell’apparato militare sionista nonostante i suoi crimini e atrocità”.

A cura di Redazione
11 ottobre - 17:30

"Gabinetto di guerra" guidato da Netanyahu, Gallant e Gantz

Alla guida del ‘governo di emergenza’ formato oggi in Israele ci saranno il premier Benyamin Netanyahu, il ministro della difesa Yoav Gallant ed il leader del partito centrista Unione Nazionale Benny Gantz, che finora era alla opposizione. Lo rende noto un comunicato ufficiale del governo di Tel Aviv. Al loro fianco, in quello che chiamano ‘il gabinetto di gestione della guerra’ ci saranno l’ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot ed il ministro per le questioni strategiche Ron Dermer. Resterà un posto vacante per l’ex premier Yair Lapid che finora preferisce restare alla opposizione.
‘Unione nazionale’ avrà in tutto cinque membri nel Consiglio di difesa del governo.
Sul piano della politica interna spicca il blocco della riforma della giustizia intrapresa da Netanyahu che aveva scatenato forti proteste popolari. “Per tutta la durata della guerra – si legge nel comunicato – non saranno portate avanti iniziative parlamentari o decisioni governative che non siano collegate al conflitto”.

A cura di Redazione
11 ottobre - 17:06

Tajani: "Terzo italiano disperso"

“Purtroppo abbiamo appena appreso, su segnalazione dei genitori, che manca all’appello un terzo cittadino italo-israeliano, Nir Forti. Ho appena parlato con la famiglia cui ho garantito massima assistenza” ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, oggi in Egitto per una missione diplomatica. Stando a quanto si legge sui suoi profili social, Nir Forti viveva a Tel Aviv ma era originario di Omer, un sobborgo della città di Beersheba, nel sud di Israele. Lavorava dal dicembre del 2021 per Tyto Care, un’azienda che si occupa di assistenza sanitaria.

Secondo quanto ricostruito, il giovane era al rave Festival dove è avvenuta la strage dei miliziani di Hamas. Il Corriere.it spiega che avrebbe partecipato, insieme alla sua fidanzata israeliana, al Festival della Musica di Be’eri dove, secondo quanto riferito da un amico, sarebbe stato ferito al torace. Il connazionale e la ragazza sarebbero attualmente dispersi.

I primi due italiani dispersi in Israele sono una coppia di italiani con passaporto anche israeliano, i coniugi Eviatar Moshe Kipnis e Liliach Lea Havron; “Non rispondono all’appello e non sono più rintracciabili” ha affermato nei giorni scorsi Tajani. Il vicepremier ha poi tratteggiato il profilo dei due dispersi: “Sono un uomo e una donna, marito e moglie, prima pensavamo si trattasse di padre e figlio, che vivevano nel kibbutz di Be’eri e non rispondono alle chiamate della famiglia. Probabilmente sono stati presi in ostaggio oppure risultano dispersi, non abbiamo ancora la certezza“. Familiari che avrebbero avuto l’ultimo contatto con i due coniugi sabato mattina intorno alle 9, quando avrebbe appreso da loro l’attacco in corso da parte dei miliziani di Hamas.

 

A cura di Redazione
11 ottobre - 16:45

Accordo Netanyahu-Gantz su governo di emergenza

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il leader del partito di Unità Nazionale, Benny Gantz hanno raggiunto un accordo per la formazione di un governo di emergenza. Lo scrive il quotidiano israeliano Haaretz citando fonti interne al Likud, il partito del primo ministro. Secondo quanto riportato, il ministro della Difesa Gallant e Gantz faranno parte del gabinetto di guerra. Gadi Eizenkot, membro del partito di Gantz ed ex capo di stato maggiore dell’IDF, insieme al ministro degli Affari strategici Ron Dermer, fungeranno invece da osservatori. Le autorità del gabinetto di sicurezza ordinario, come previsto dalla legge, rimarranno invariate. Il partito di Gantz avrà cinque ministri senza portafoglio nel governo.

A cura di Redazione
11 ottobre - 16:43

Tajani: "Sosteniamo sforzi del Cairo sugli ostaggi”

Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, oggi in Egitto per una missione diplomatica, ha ribadito la condanna di Roma agli attacchi di Hamas del 7 ottobre scorso, ma anche incensato il Cairo per “il ruolo importante per la de-escalation” tanto da sostenere “tutte le iniziative che potrà svolgere per una soluzione positiva degli ostaggi”. Lo ha detto il vicepremier in conferenza stampa con il collega egiziano Sameh Shoukry.

Tajani ha anche auspicato che l’intervento dell’Egitto possa servire a scongiurare il coinvolgimento di Hezbollah nella crisi provocata da Hamas. Un appello che – secondo quanto ha detto sempre Tajani – ha “trovato orecchie attente da parte dell’Egitto”.

A cura di Redazione
11 ottobre - 16:39

Egitto propone una tregua umanitaria di sei ore per portare aiuti a Gaza

L’Egitto ha proposto una tregua di sei ore per portare aiuti umanitari a Gaza. È quanto riporta al-Arabiya e anche Reuters. Secondo alcune fonti di sicurezza egiziane, che hanno scelto l’anonimato per parlare, l’Egitto ne avrebbe già discusso con gli Stati Uniti e altri Paesi. Gli aiuti umanitari potrebbero passare attraverso la frontiera di Rafah, il varco tra Gaza e la penisola del Sinai. Quello stesso varco chiuso nelle scorse ore dall’Egitto.

A cura di Redazione