Per l’assessore alla Sanità della Lombardia Gallera dovrebbero essere vietati. Eppure all’ospedale San Raffaele di Milano sono stati effettuati tamponi per il Coronavirus al costo di 120 euro. A denunciare la vicenda è stato il consigliere regionale del Partito democratico Samuele Astuti.

“Esiste un mercato privato, un Far West senza regole – ha detto Astuti -. Sappiamo che ci sono altri 40 laboratori che possono processare i tamponi e aspettano solo il via libera dalla Regione. In compenso ci sono laboratori che li offrono per cifre molto variabili, alcuni a 150 euro, altri pure il doppio“.

Dal San Raffaele fanno sapere che i tamponi sono stati eseguiti fino a dieci giorni fa per alcune aziende o Rsa che avevano necessità di testare i propri dipendenti per poter continuare a lavorare. E assicurano che nessun privato può accedere al test in via preferenziale, dietro compenso. In una nota hanno chiarito che il loro ospedale “non esegue tamponi naso-faringei per Covid-19 a utenza esterna e a pagamento, bensì li esegue esclusivamente ai pazienti, al personale sanitario proprio e di strutture sanitarie e socio sanitarie regionali, come indicato dalle delibere regionali”. Tuttavia, aggiungono: “A seguito di un disguido amministrativo, uno dei poliambulatori della società H San Raffaele Resnati ha erogato a poche persone la prestazione, associando un codice errato. Queste persone sono già state contattate per il rimborso dovuto”.

L’assessore Gallera aveva già fatto sapere di aver consultato il governo centrale sul tema dei test, chiedendo una norma chiara a livello nazionale: “Ne ho parlato 15 giorni fa con il ministro Speranza quando c’è stato il primo caso in un piccolo comune, paventando il rischio di ingenerare un percorso sul territorio difficilmente controllabile e quindi un rischio per la salute pubblica. Io auspico che vengano bloccate queste iniziative, penso che sia necessaria una decisione nazionale”.

Leu ha annunciato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute per far luce sulla questione: “Basta con questa giungla in cui sopravvive il più ricco. Basta con la speculazione sulla salute – ha scritto Nicola Fratoianni su Facebook -. Ogni risorsa disponibile nella lotta al contagio deve essere messa a disposizione di un piano di salute pubblica. Tutto il resto è inaccettabile. Nelle prossime ore depositerò una interrogazione al Ministero per fare in modo che intervengano subito”.

La polemica sui tamponi a pagamento effettuati da privati era già scoppiata in Toscana. Lì alcuni laboratori li avevano offerti a poco più di 100 euro ricevendo moltissime prenotazioni in poche ore. Operazione che il governatore Enrico Rossi aveva bloccato sul nascere annunciando denunce alla protezione civile.