Vincenzo, è morto a 11 anni con un grave tumore tumore. È successo a Taranto dove una piazza gremita di persone si è radunata per dargli l’ultimo saluto. È l’ennesima bara bianca che passa nella piazza Caduti del Lavoro, nel mezzo del rione Tamburi, il quartiere vicino all’Ex Ilva. I suoi amichetti si sono riuniti accanto ad uno striscione e a delle candele. Già da piccini sono costretti a vivere la morte di un amico. Una storia che riporta la pagina Facebook “Tamburi combattenti” e che già nei mesi scorsi aveva raccontato del piccolo Vincenzo.

Aveva commosso già a giugno il gesto dei piccoli amici che per supportare Vincenzo in quella lotta contro un male più grande di lui, si erano presentati sotto casa sua per fargli coraggio con cori e striscioni. Da dicembre Vincenzo aveva avuto la terribile diagnosi di un linfoma alle ossa, che aveva stravolto la sua vita e quella della sua famiglia. Il bambino ha iniziato cicli di chemioterapia al Policlinico di Bari, per poi volare a Roma dove ha affrontato un trattamento di immunoterapia per prepararsi al trapianto di midollo.

Purtroppo il male di Vincenzo è stato più forte e se l’è portato via, ma i suoi amici ancora una volta gli sono stati vicini per l’ultimo saluto. Hanno appoggiato le loro manine sul carro funebre e hanno accompagnato quella piccola bara bianca fino all’ultimo.

“I bimbi capiscono tutto, alle volte anche meglio degli adulti – scrivono sulla pagina Tamburi combattenti – Vivono troppo presto la paura di ammalarsi e di morire. Noi non li stiamo proteggendo come avremmo il dovere di fare. La morte di un bambino dovrebbe essere cosa rara ed invece, qui, ci si sta abituando a queste storture. Le ingiustizie passano quasi per eventi sfortunati”.

“Non possiamo dire con certezza se la grande industria abbia ucciso anche Vincenzo – continua il post sulla pagina – ma la scienza ha già fornito innumerevoli dati che evidenziano i maggiori rischi a cui sono soggetti coloro i quali sono esposti ad inquinanti nel nostro rione, nella nostra città e nella nostra provincia. Maggiori quando la vita ha inizio con la gravidanza, proseguendo durante i primi anni di vita del bambino e così via. Non possiamo accettare tutto questo. Basta caduti del lavoro”.

Il post si conclude con il commovente saluto dei cittadini del rione Tamburi: “Grazie Vincenzo, per il tuo sorriso e per quello che sei riuscito ad insegnarci. Perdonaci se non siamo riusciti a proteggerti”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Il Riformista (@ilriformista)

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.