All’interno di una moschea a Torino aveva esaltato l’azione terroristica dell’attentatore parigino (18enne russo di origine cecena Abdullakh Anzorov) responsabile della decapitazione di Samuel Paty, il professore di storia e geografia ucciso perché ‘accusato’ di aver mostrato ai suoi studenti alcune caricature del profeta Maometto.

L’episodio, avvenuto lo scorso ottobre al termine di una funzione religiosa, è emerso in una indagine di Digos e carabinieri di Torino che ha portato nelle scorse ore all’espulsione e al rimpatrio in Tunisia di uno straniero 28enne irregolare sul territorio nazionale. L’uomo, denunciato per apologia e istigazione a delinquere con finalità di terrorismo, durante un periodo trascorso in centro d’accoglienza straordinario, poiché positivo al Covid-19, ha minacciato di tagliare la gola a diversi operatori sanitari rifiutando ogni regola di convivenza all’interno della struttura.

Infine, una volta dimesso e portato Centro di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr) torinese aveva ha più volte manifestato ad altri connazionali la volontà di compiere attentati in Italia in nome del Jihad, istigando anche alcuni stranieri a compiere atti di terrorismo, promettendo loro falsi documenti di soggiorno, minacciando di tagliare la gola ad alcuni operatori delle forze dell’ordine in servizio presso nel centro.

“Dobbiamo seguire la strada di Allah – ha più volte sostenuto minacciando gli appartenenti alle forze di polizia – per fare Jihad o qui o in Siria…io non ho niente da perdere, quello è il mio obiettivo e la mia strada…ci vediamo fuori e ti faccio esplodere perché io faccio kamikaze ishallah…vi taglio la gola…se mi mandi al mio paese…io dopo vado in Siria e voglio fare Jihad”.

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.