Circa tremila detenuti con meno di 18 mesi di pena potranno uscire dal carcere per scontare ai domiciliari il residuo di condanna, secondo quanto previsto dal decreto Cura Italia. E subito parte lo sciacallaggio della Lega, guidato da capitan Salvini: «È un indulto mascherato che premia i rivoltosi». Contrari anche i sindacati di polizia, che parlano di “rabbia e voglia di dimissioni” tra gli agenti penitenziari. Non c’e’ ancora il testo ufficiale del provvedimento messo a punto dal Governo, ma l’ultima bozza circolata stabilisce all’articolo 119 (“Deroga alle disposizioni in materia detentiva”) che la pena e’ eseguita “presso l’abitazione del condannato” se non e’ superiore a 18 mesi. Se la pena è superiore a 6 mesi sarà applicato il braccialetto elettronico.

Sono esclusi dal beneficio – in vigore fino al prossimo 30 giugno – “delinquenti abituali, professionali o per tendenza”, quelli coinvolti nelle rivolte dei giorni scorsi, i condannati per stalking e reati gravi. L’articolo 120 estende inoltre fino al 30 giugno le licenze a chi si trova in regime di semilibertà. «In un momento in cui bisogna evitare i contagi, stare a casa se non per per andare a far la spesa o in farmacia, fare uscire dal carcere alcune migliaia di detenuti prima del previsto non mi sembra ne’ utile né simbolicamente accettabile per le persone perbene», attacca il leader della Lega, Matteo Salvini, che promette: su amnistie mascherate o svuota carceri mascherate mai ci sarà il consenso della Lega». La maggioranza difende invece la misura.

Walter Verini, responsabile giustizia del Pd, ricorda che «il sovraffollamento carcerario è oltre i limiti della sicurezza come si è visto nei drammatici giorni delle rivolte. Ma se il M5s bacchetta Salvini, dall’altra parte rivendica il feeling con il vecchio alleato, proclamandosi contrario a indulto e amnistia. «La Lega – è il comunicato M5s – continua a diffondere notizie false: dicono che il governo intende fare sconti di pena, indulto e amnistia a chi sta in carcere. Nulla di più falso. Nessun indulto, nessuna amnistia! Ricordiamo che esiste già la legge 199/2010 che consente di scontare la pena al proprio domicilio in presenza di determinate condizioni. Tra l’altro, una cosa e’ certa: tutti coloro che hanno partecipato alle rivolte e che hanno avuto provvedimenti disciplinari non andranno ai domiciliari».

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