Il Movimento 5 Stelle? Nel governo Draghi “non conteranno più niente” e “prima di calarsi le brache avrebbero dovuto chiedere qualche garanzia in più”. Marco Travaglio è un fiume in piena nel salotto televisivo di ‘Otto e mezzo’, dove è praticamente di casa, nel commentare il ‘Sì’ sulla piattaforma Rousseau alla fiducia all’esecutivo dell’ex numero uno della Banca centrale europea.

Il direttore del Fatto Quotidiano, ideologo-ombra del Movimento 5 Stelle, è visibilmente sconvolto dalla svolta di “responsabilità” dei grillini e in particolare dei loro vertici, da Luigi Di Maio a Vito Crimi, fino al fondatore e garante Beppe Grillo.

Proprio sul comico genovese arrivano le parole più dure: “Si è trattata di una circonvenzione di capace. È stato intortato da quel volpone di Draghi con la supercazzola del super-ministero della Transizione ecologica”, accusa Travaglio.

Quanto al futuro del Movimento, il direttore del Fatto prevede una spaccatura, perché “ci sarà qualcuno che non ha lo stomaco così forte da andare al governo con Berlusconi e con chi gli ha buttato giù i due precedenti governi”.

LA PREVISIONE SBALLATA DI TRAVAGLIO – Nello studio di ‘Otto e mezzo’ riecheggiano ancora le parole di Travaglio smentite dai fatti di queste ultime ore. Giovedì 5 febbraio, soltanto una settimana fa e prima della chiamata al voto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau, Travaglio era certo delle future mosse del Movimento: nessuna fiducia a draghi perché “il tabù numero uno dei Cinque Stelle è Berlusconi, un pregiudicato”, diceva il direttore del Fatto scandendo ogni sillaba e mettendosi le mani alla bocca a mo’ di megafono.

Non solo. Per Travaglio, che si rivolgeva alla Gruber, era letteralmente impossibile vedere in futuro prossimo i grillini al governo con ministri forzisti: “Te li vedi che fanno i ministri insieme agli uomini di Berlusconi che vogliono cancellare la riforma della prescrizione. Cioè, ma pensate veramente che la politica sia una pagliacciata a questi livelli? È evidente che devono trovare un altro modo se vogliono evitare la scissione, che potrà essere l’astensione o un appoggio esterno. Ma certamente la gente se vede dei Ministri dei Cinque Stelle con i Ministri di Berlusconi gli sputerà in faccia”, diceva il buon Marco.

Ebbene, come da risultato della piattaforma Rousseau, il Movimento 5 Stelle sarà al governo proprio col “pregiudicato Berlusconi”. Vedremo se i sostenitori grillini avranno la saliva pronta…

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia