Il Movimento si muove su un terreno minato. Grillo e Casaleggio non vanno più d’accordo da tempo e Rousseau è l’ultimo duello tra il fondatore e il figlio del padre nobile. Alla fine il dissidio partorisce un didascalico quesito: “Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”. Questa la domanda alla quale sono chiamati a rispondere gli iscritti al M5s. Si voterà sulla piattaforma Rousseau dalle ore 10 alle ore 18 di domani. Potranno votare solo gli iscritti da almeno sei mesi, con documento certificato. Ciascun iscritto può verificare il proprio stato di iscrizione facendo login e controllando il bollino colorato accanto al nome (in alto a destra): se il bollino è verde l’utente è certificato e abilitato al voto.

Beppe Grillo vuole dire di sì a Mario Draghi, ma lo statuto gli impone di passare attraverso Rousseau. Marco Canestrari, ex socio di Casaleggio, la inquadra così: «Chiedono la ratifica della decisione a una piattaforma privata, tecnicamente manipolabile e gestita in maniera non trasparente». La base è in subbuglio: secondo sondaggi attendibili, ben pochi voteranno per l’ingresso nel governo. E sono guai. Beppe non può mandare il suo Vaffa ai grillini, mentre quelli sono pronti per il Vaffa a Draghi. Ed ecco che si cercano nuove bandiere, facili slogan da far digerire. La sola trovata è quella del Ministero per la transizione ecologica, il Superministero, lo chiama Grillo. Niente di originale, nessuna panacea: esiste in Francia da molti anni ed è l’accorpamento dei ministeri dell’Ambiente, energia e opere pubbliche. Il risultato che ha dato Oltralpe non è clamoroso: ha finalizzato la Tav nella tratta Marsiglia-Lione e ne sostiene la realizzazione nella tratta finale Lione-Torino, dopo aver fatto scavare la Francia in lungo e in largo.

Ma poco importano i dati di realtà, è il momento della suggestione. E poi è tutta comunicazione interna, vanno rassicurati i dissidenti. Fonti parlamentari parlano di un incontro con Crimi, di un altro con Di Maio, riferiscono che Grillo ha sentito anche Casaleggio. Il partito di Grillo è lacerato ormai anche in streaming. Su Zoom si danno appuntamento i dissidenti, aizzati da Alessandro Di Battista e in aula da Barbara Lezzi e da Elio Lannutti (“Siamo al golpe”). Va in onda una chiassosa gazzarra che prende di mira i big. Dietro le quinte, succede che Mario Draghi ha fatto capire quale sarà la composizione dell’esecutivo: niente numeri uno, tanti tecnici scelti da lui e dal Movimento, un solo ministro noto. Il nome che circola è quello di Patuanelli.

Lo stesso Di Maio tornerebbe al partito, come capo politico che deve sedare il conflitto interno. D’altronde si è fatto un’esperienza da diplomatico. E il ritardo con cui il Paese intero sta facendo i conti, con il governo che aspetta il via libera grillino, si dovrebbe proprio alle trattative che cercano di tenere in piedi i rapporti di forza interni e quelli – ormai notoriamente logori – tra Grillo e Davide Casaleggio. Rousseau sarebbe diventato il titolo di credito attraverso il quale l’azienda privata che ne è proprietaria tratterebbe la sua onorevole uscita. Se la proprietà si allineasse con la governance del Movimento, l’esito di Rousseau non sarebbe sfavorevole a Draghi.

L’unica alternativa è per Grillo quella di ottenere subito un esito sbandierabile: come detto, il Superministero. Per questo, come animali in via d’estinzione, puntavano gli occhi colmi di speranza sul Wwf. Donatella Bianchi, la presidente, esce ieri sera dalle consultazioni con Draghi annunciando che il presidente incaricato ha dato la sua parola sulla nascita del nuovo dicastero verde. «Per noi è sufficiente questo», si affretta a sancire una fonte autorevole M5S. Passa la nottata, Draghi aspetta Rousseau, dunque Casaleggio. Questa sera alle 18 sapremo.

Romano e romanista, sociolinguista, ricercatore, è giornalista dal 2005 e collabora con il Riformista per la politica, la giustizia, le interviste e le inchieste.