Uno scatto che esprime chiaramente tutta la drammaticità del conflitto in corso in Ucraina, che potrebbe diventare un triste simbolo della guerra scatenata da Vladimir Putin nel suo progetto di ‘Grande Russia’ e di “unificazione dei popoli russi e ucraini”.

È l’immagine che arriva dalla città di Mariupol, che da giorni è sotto assedio delle truppe russe e sottoposta a pesanti bombardamenti per la sua posizione strategica sul mar d’Azov, a dividere il Donbass già conquistato di fatto dai militari fedeli al Cremlino alla Crimea annessa nel 2014 da Putin.

Nello scatto ‘firmato’ da Evgeniy Maloletka, fotografo dell’Associated Press, c’è il dramma di Serhii, un padre ucraino che piange la morte del figlio 16enne Iliya. L’adolescente, avvolto senza vita in un lenzuolo bianco macchiato di sangue, è stato colpito dall’artiglieria russa mentre stava giocando a calcio con due amici vicino la loro scuola.

Con lui c’erano Artyom e David, arrivati in ospedale con le gambe piene di schegge e che ora rischiano l’amputazione degli arti. Per Iliya invece la corsa in auto è stata inutile, come raccontato da Evgeniy Maloletka al quotidiano britannico Telegraph: “L’automobile si è fermata davanti all’ospedale. Hanno aperto di corsa il portellone ho visto i ragazzi. Uno (Artyom, ndr) aveva le gambe crivellate di proiettili, che sembravano carne cruda. Iliya era già morto”. I due amici “sono stati portati d’urgenza in terapia intensiva” in un ospedale, un ex reparto di maternità convertito, “bombardato da una serie di razzi Grad”, così come le case vicine.

 

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A denunciare le conseguenze del conflitto sulla città di Mariupol è anche il vicesindaco Sergii Orlov, in un video collegamento con il Summit delle Regioni in corso a Marsiglia: “Quello che sta accadendo a Mariupol è un genocidio, perché da tre giorni la città è privata di elettricità, non c’è più un sistema sanitario, manca l’acqua. I corridoi umanitari devono essere creati il più rapidamente possibile“.

L’accusa a Putin da parte di Orlov è quella di volere una guerra “contro la nazione Ucraina, contro il popolo ucraino, non contro l’esercito ucraino”. L’obiettivo del Cremlino è quello di “distruggere il popolo ucraino, sta colpendo tutte le infrastrutture”.

Per questo il vicesindaco di Mariupol, così come il presidente Volodymyr Zelesnky, torna a chiedere un intervento della Nato. “Non c’è modo di fermare Putin dall’uccidere i nostri civili dal cielo finche’ la Nato non si sveglia e capisce che questo non è un conflitto regionale, è una guerra contro la democrazia, contro la libertà, contro una delle più grandi nazioni europee”, ha denunciato Orlov.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.