C’è un tema che riveste valore strategico per il Mezzogiorno, che tuttavia non viene tenuto nella giusta considerazione. Puntare al suo sviluppo con una logica industriale e non assistenziale richiede non solo la massima integrazione territoriale con più dotazioni infrastrutturali e logistiche (cosa che dipende dalle scelte di governo e dal Piano nazionale di ripresa e resilienza), ma anche una più decisa integrazione intersettoriale della manifatturiera del Sud, a partire dalle sue componenti più dinamiche e a maggiore propensione internazionale. E questo dipende da noi, dalle istituzioni di governo, dal mondo della ricerca e dalle imprese del Meridione. L’integrazione tra i settori eccellenti del Sud è il primo e più ravvicinato obiettivo da raggiungere, perché contribuisce alla formazione del tessuto connettivo di cui il Mezzogiorno difetta e che può giocare un ruolo decisivo nel rilancio di tutta l’area.

Che cosa vuol dire integrazione intersettoriale delle manifatture eccellenti? Si è appena conclusa, a Milano, Expo Ferroviaria, l’unica fiera B2B dedicata al settore ferroviario in Italia, evento che riunisce i principali attori di questo ramo industriale. Quest’anno con una novità molto importante: per la prima volta ha partecipato una folta rappresentanza del mondo dell’aerospazio, cioè 13 imprese eccellenti riunite nel capoluogo lombardo per iniziativa del Distretto aerospaziale della Campania (Dac). Tra aerospazio e industria ferroviaria esistono interconnessioni sempre più significative. E le integrazioni sinergiche sul piano scientifico, progettuale, tecnologico saranno sempre più frequenti e promettenti per effetto dell’evoluzione del trasporto ferroviario, impegnato a ottimizzare la velocità dei collegamenti, aumentare il comfort, limitare gli sprechi di materiali ed energia. Peraltro la realtà aerospaziale campana riveste un ruolo di primissimo piano per contenuti tecnologici innovativi, competenze scientifiche e know-how e tradizione industriale in diversi comparti, specie nelle intersezioni con il settore del trasporto ferroviario, in particolare da quando si è affermato in tale ambito come trainante l’asset del traporto ferroviario ad alta velocità.

La definizione di alta velocità (Av) è cambiata nel corso del tempo. Fino agli anni Settanta il raggiungimento dei 180–200 km/h era considerato alta velocità. Con lo sviluppo di questo tipo di offerta, che ha contributo a congiungere Nord e Sud del Paese riducendo notevolmente le distanze, sono cambiate anche le abitudini degli italiani, sempre più inclini a optare per il trasporto aereo per le grandi tratte e a scegliere il Tav per quelle interne al Paese. Una prospettiva di trasporto integrato che apre nuovi orizzonti in termini di servizi innovativi, che si riferisce anzitutto la qualità della mobilità urbana, per la quale il concetto di trasporto “door to door” diviene dirimente. In un futuro non lontano, infatti, verrà richiesta efficienza e rapidità della movimentazione da casa alla stazione o all’aeroporto che sia in linea con la velocità assicurata dai vettori Tav e aeronautico. E la domanda di qualità del trasporto intraurbano è destinata a crescere considerando che le città saranno sempre più in crescita come poli metropolitani ad alta densità abitativa e di traffico (urban air mobility come grande piattaforma di specializzazione).

Ma il contributo che l’aerospazio può recare al ferroviario è ancor più determinante quando si passa all’esame dell’incremento di efficienza aerodinamica richiesta ai treni del futuro prossimo. Ridurre l’impatto acustico del Tav, ridurre le resistenza dell’aria, l’impatto tra convoglio lanciato e ingresso nei tunnel o l’impatto tra convogli che si incrociano sulle linee di percorrenza in direzione opposta, la possibilità che il cosiddetto materiale rotabile venga realizzato con materiali compositi e nuovi materiali termoplastici anche allo scopo di ridurne il peso, risparmiare energia, attenuare la vibrazione, aumentare il comfort dei passeggeri. L’aeronautica ha esperienze consolidate in tema di prestazioni del condizionamento nei velivoli, ha implementato la motoristica per adottare motori elettrica, da tempo studia i sistemi per ridurre l’infiammabilità delle piattaforme ottenendo migliori performance in termini di sicurezza.

Ecco le tante variabili sul tema che l’aerospazio può offrire, assieme alla messa a punto di soluzioni sensoristiche per facilitare il controllo predittivo e il recupero di energia che può offrire lo sfruttamento dell’impatto del vento prodotto dai treni, prospettiva che introduce una innovazione che conduce alla transizione ecologica. Allestire turbine lungo i nodi delle infrastrutture Tav, installando sui pali turbine che sfruttano l’impatto del passaggio dei convogli veloci, è una ipotesi nient’affatto peregrina che si può avvalere proprio delle competenze che il mondo aeronautico ha cumulato dallo studio aerodinamico delle eliche. Dalla intersezione operativa tra filiera aeronautica e ferroviaria si possano aprire possibilità di sviluppo di nuove imprese, con una ricaduta positiva sull’occupazione di qualità.