Nicola Zingaretti ospite alla trasmissione su Canale 5 Live non è la D’Urso di Barbara D’Urso spiega le sue dimissioni da segretario del Partito Democratico. Un fulmine a ciel sereno, per il partito di sinistra, lo scorso giovedì 4 marzo. “Ho voluto dare una scossa quando ho percepito che il partito si poteva bloccare in dinamiche interne. Il mio è un atto d’amore”.

Diversi i punti di rottura all’interno del partito. Soprattutto l’avvitamento dell’ormai ex segretario sul Movimento 5 Stelle e sull’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Un atteggiamento che ha contrariato soprattutto le fazioni di Base Riformista, i cosiddetti renziani, e i Giovani Turchi di Matteo Orfini. E poi i dissidi con gli amministratori locali, la scalata al Partito del governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini – che nega ogni ambizione -, la questione della leadership femminile. La caduta del Conte 2 e la nascita del governo Draghi ha quindi esacerbatogli animi e portato Zingaretti a una scelta inaspettata ed esplosiva.

 

“Ho fatto un atto che rivendico ma io non scompaio, ci sarò e combatterò con le mie idee – ha aggiunto – Dimissioni da segretario irrevocabili? Sì, ma il Pd ha tante risorse. Noi non siamo il partito del leader. Un passaggio sulle amministrative a Roma: “Io candidato sindaco a Roma? Non è assolutamente il mio obiettivo o pensiero. Sono il presidente della Regione Lazio, in questi mesi ho difeso la mia gente dal covid e ora ci sarà la sfida del lavoro e di correre sui vaccini. Ho tantissime cose da fare”.

E quindi un ultimo passaggio sulla polemica della sua difesa proprio al programma di Barbara D’Urso: “Tu sei stata messa in mezzo da un modo sbagliato di fare politica. Ho detto una cosa che confermo: questa è una bella trasmissione e molto popolare, qualcuno preferisce i salotti…”. Il caos Pd affronterà i nodi da sciogliere nell’Assemblea del prossimo 13 e 14 marzo. Per la reggenza si fanno i nomi di Roberta Pinotti e di Piero Fassino.