Abusivismo e politiche abitative, degrado e rigenerazione urbana. Il dibattito sulle criticità e sulle possibili soluzioni è più che mai attuale dopo i fatti di Casal di Principe e le dimissioni del sindaco Renato Natale dalla carica di primo cittadino del Comune casertano in segno di protesta contro la decisione della Procura sammaritana di procedere all’abbattimento di una palazzina dove vivevano anche quattro bambini.

I dati sull’abusivismo in Campania tracciano un bilancio di circa 70mila ordini di abbattimento, praticamente l’equivalente di un’intera città, più altre 200mila procedimenti avviati o in via di definizione. Tuttavia, il nodo del problema non sta tutto nel cemento selvaggio. Al legislatore si chiede ora di intervenire «gettando il cuore oltre l’ostacolo», dice Raffaele Bene, sindaco di Casoria e responsabile delle politiche urbanistiche nell’esecutivo dell’Anci Campania. Bene ragiona sul fenomeno dell’abusivismo ma invita a porre l’attenzione anche sulle politiche di riqualificazione urbana che con il Pnrr potrebbero trovare nuova linfa.

«Il fenomeno dell’abusivismo è un fenomeno per certi versi legato ad abusi commessi molti anni fa, perché ormai tante zone sono così urbanizzate che non è più possibile edificare o comunque realizzare opere in maniera abusiva come lo si è fatto in passato – osserva Bene – Oggi il problema è prendere atto di quelli che sono gli abusi fatti in passato e rispetto ai quali non vi sono stati controlli serrati e tentare, laddove ve ne siano i requisiti, di sanare quegli abusi non speculativi ma legati a ragioni di necessità». Il discorso viaggia su un binario parallelo a quello delle politiche abitative. «Un’attività di riqualificazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica deve essere fatto in maniera più strutturata rispetto a quanto fatto negli ultimi anni», spiega il sindaco Bene per il quale è necessaria una visione di insieme in materia di rigenerazione delle città e delle periferie.

«Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, e anche la Regione Campania, stanno dando opportunità significative per poter realizzare interventi di rigenerazione urbana. Sono sindaco di un Comune con 70mila abitanti e urbanizzato quasi al 90%, abbiamo presentato un progetto di rigenerazione urbana da 14 milioni che è stato ammesso al finanziamento nell’ambito del Pnrr ed è un intervento programmato nella parte di città dove ci sono insediamenti di edilizia residenziale pubblica che oggi sono in grande sofferenza e in uno stato anche di degrado». Come a dire: ora tocca alle amministrazioni presentare progetti validi per rendere migliori le città? «Questo sicuramente – osserva il sindaco di Casoria – perché l’opportunità ci è data ma bisogna che essere nella condizione di poterlo fare. Un Comune che ha un personale ridotto e solo sei o sette tecnici che si devono occupare di tutto non è nella condizione di poter presentare da solo un piano di rigenerazione urbana. Serve maggiore supporto agli enti locali affinché possano cogliere le nuove opportunità».

Per il sindaco Bene «l’idea che ha generato il Pnrr va in un senso che non significa più solo riqualificare una strada o un immobile, ma immaginare interventi di rigenerazione che possano coinvolgere più aspetti, da quello edilizio a quello sociale, ambientale, energetico, per dare decoro e anche un’identità all’area su cui si immagina di poter realizzare l’intervento». Non basta più, quindi, rifare una strada e un marciapiedi per dire di aver rimesso a nuovo un quartiere ma occorre un intervento di sistema per offrire ai cittadini alloggi dignitosi, servizi e decoro. La speranza è di contestare in maniera indiretta anche nuovi eventuali fenomeni di abusivismo in attesa di un’iniziativa decisa da parte del legislatore. Iniziative che dovrà servire anche a evitare che l’approccio al fenomeno dell’abusivismo continui a viaggiare su due binari diversi, quello amministrativo e quello penale, con il rischio di arrivare a un’azione a doppia velocità che non è più una soluzione efficace, per cui dove c’è giustizia non c’è legalità e viceversa.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).