Lo hanno scritto anche nel programma di governo del centrodestra appena presentato e sottoscritto dai leader Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), Matteo Salvini (Lega) e Silvio Berlusconi (Forza Italia): al primo paragrafo del “punto 3. Riforme istituzionali, della giustizia e della Pubblica Amministrazione secondo Costituzione” si legge “elezione diretta del Presidente della Repubblica”. Fin qui tutto bene, fino a quando questa mattina Silvio Berlusconi ha scatenato la polemica in un’intervista a Radio Capital: secondo l’ex Presidente del Consiglio e leader di Forza Italia qualora dovesse entrare in vigore il presidenzialismo il Presidente della Repubblica in carica Sergio Mattarella dovrebbe dimettersi.

Il centrodestra prosegue compatto, favoritissimo da tutti i sondaggi per la vittoria alle elezioni politiche del prossimo 25 settembre. L’Istituto Cattaneo ha realizzato un’indagine a partire dalle medie di tutti i sondaggi pubblicati nell’ultimo mese. Secondo l’Istituto il centrodestra potrebbe ottenere il 61% dei collegi uninominali alla Camera e il 64% al Senato, una vittoria schiacciante, che non corrisponderebbero però ai due terzi dei parlamentari che permetterebbero alla maggioranza di cambiare la Costituzione in autonomia, senza passare dal referendum popolare, come previsto dall’articolo 138 della Costituzione.

“Il presidenzialismo esalta la democrazia, in Francia e Stati Uniti non è possibile quello che è successo in Italia, che dopo il mio governo non c’è stato alcun governo eletto dal popolo”, ha aggiunto Berlusconi nella sua intervista. L’ex Presidente del Consiglio aveva ipotizzato la corsa al Quirinale alle elezioni dello scorso febbraio (salvo poi fare marcia indietro), quando i partiti politici incapaci di trovare una nuova convergenza hanno pregato il dimissionario Sergio Mattarella a intraprendere un nuovo e secondo mandato – la seconda volta nella storia della Repubblica dopo Giorgio Napolitano, che però si sarebbe dimesso dopo due anni dal secondo incarico, nel 2015.

Berlusconi ha rivelato nei giorni scorsi di pensare a una candidatura al Senato, da settimane si vocifera di un suo incarico alla Presidenza nell’aula in caso di vittoria del centrodestra. A Radio Capital ha rivendicato che “è dal 1995 che ho proposto un sistema presidenziale”, “perfettamente democratico che la democrazia la esalta consentendo al popolo di scegliere direttamente da chi essere governato”. E non ha escluso del tutto una sua discesa in campo: “Una mia candidatura? Mah, restiamo alle cose attuali . . .”. Per l’ex premier, se la riforma dovesse entrare in vigore sarebbero necessarie le dimissioni” di Mattarella “per andare all’elezione diretta di un capo dello Stato che, guarda caso, potrebbe essere anche lui”.

Le dichiarazioni hanno subito scatenato la replica del segretario del Partito Democratico Enrico Letta. “Se oggi c’è un punto di unità nel paese è Mattarella e ora dopo aver fatto cadere Draghi vogliono fare cadere Mattarella”, ha detto il leader dem a Radio Anch’io su Rai Radio 1. Il centrodestra “attacca Mattarella mentre noi lo difendiamo. Il fatto che il centrodestra inizi la sua campagna con un attacco a Mattarella e la richiesta di dimissioni dimostra che la destra è pericolosa per il paese. Questa dichiarazione è la dimostrazione di quello che noi diciamo: per battere la destra l’unica alternativa è votare la coalizione che è nata attorno al Pd”.

Reazioni anche dal leader di Azione, fresco dell’accordo con Italia Viva Matteo Renzi per il cosiddetto Terzo Polo, Carlo Calenda: “Dopo aver cacciato Draghi adesso anche Mattarella. Non credo che Berlusconi sia più in se. Berlusconi, non è Mattarella a doversi dimettere ma tu a non dover essere eletto. Ci stiamo lavorando”. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ex Movimento 5 Stelle, con Impegno Civico in corsa con la coalizione di centrosinistra, dimentica la sua richiesta di impeachment proprio rivolta a Mattarella ai tempi della formazione del primo governo Conte con la Lega: “Noi siamo con i progressisti e noi ci opponiamo alla coalizione di destra che con Berlusconi ha dichiarato una cosa inquietante sulla presidenza della Repubblica, che Mattarella si deve dimettere”.

Secondo l’ultimo sondaggio Quorum/Youtrend per SkyTg24 il Capo dello Stato in carica resta saldamente in testa alla classifica dei leader più apprezzati dagli italiani. A seguire il Presidente del Consiglio dimissionario Mario Draghi. Secondo l’articolo 138 della Costituzione le leggi di revisione e le altre leggi costituzionali “sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione”.

Qualora un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali dovessero farne richiesta, le leggi sarebbero sottoposte a referendum popolare. Se la legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. “Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.