“Proporrò al mio partito e ai miei colleghi, o singolarmente o in gruppo, di denunciare l’Inps per avere non solo diffuso una notizia falsa ma soprattutto per non averla smentita autonomamente. Proporrò al mio partito di aiutare gli amministratori locali, consiglieri comunali e regionali che si sentono offesi da questa diffamazione, di dare supporto legale per denunciare l’Inps e il suo presidente non solo per avere diffuso dati falsi ma anche per non averli né corretti né smentiti”. È quanto scrive il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi in un intervento su Huffington Post.

“Prima stranezza: non si tratta – spiega Anzaldi di uno scoop o del risultato di un’inchiesta, ma di una ‘velina‘, come si dice in gergo, una notizia passata dall’Inps. Domenica mattina viene pubblicata la notizia dei cinque ‘furbetti’. Tutta la giornata passa con la ricerca da parte dei giornalisti e dei segretari dei partiti dei nomi dei parlamentari e amministratori coinvolti. Nel pomeriggio arriva una nuova velina, secondo cui si tratterebbe di 3 deputati della Lega, 1 del Movimento 5 stelle e 1 di Italia Viva.

Dall’Inps non arriva nessuna comunicazione ufficiale, né di conferma né di smentita. Tridico non parla, l’ufficio stampa dell’istituto nemmeno, così sono queste due veline a indirizzare il dibattito. A quel punto la faccenda diventa sempre più concreta e i partiti, il mio in particolare, si muovono per chiedere informazioni ad ogni deputato sul fatto. Dopo un paio di ore, nella serata di domenica, si ha la certezza che nessuno di Italia Viva ha ricevuto neanche un euro, ma ormai il danno è fatto. Per tutta la domenica siti, tg e social rilanciano la notizia in apertura, fino alla mattina di lunedì. Una giornata intera di fango, finché il presidente del partito Ettore Rosato alza il telefono e chiede spiegazioni a Tridico che candidamente dice che nessuno di Italia Viva è coinvolto.

Attenzione, non si è trattato di un comunicato di scuse diffuso spontaneamente dall’Inps ma di una richiesta di chiarimenti ufficiale fatta dal presidente del partito. In pratica una fake news si è diffusa a seguito dell’attivismo, o della mancata smentita, dell’Inps ma l’Istituto non ha fatto nulla per rettificare. Un danno gravissimo di immagine ma anche di reputazione per un intero partito e per chi di quel partito fa parte, ma nessuno si scandalizza, nessuno chiede chiarimenti all’Ordine dei giornalisti, nessuno presenta una denuncia alla magistratura nei confronti dell’Inps o nei confronti dell’ufficio che ha diffuso questa informazione (che poi ci dovrebbe spiegare perché pagato dagli italiani avrebbe concesso questi contributi salvo poi denunciarli come scandalosi), quasi nessun editorialista che denuncia questo fatto come una barbarie”.