Poco più di mille giorni per cambiare il carcere di Poggioreale, non in tutte le sue parti ma almeno in cinque padiglioni, i più antichi dell’istituto, e con l’obiettivo di rendere più dignitosi i luoghi della reclusione. Il Ministero delle Infrastrutture ha dato il via alla gara per procedere ai lavori di restyling del grande carcere cittadino. Per il garante regionale Samuele Ciambriello, che per oltre un anno ha sollecitato lo sblocco dei finanziamenti stanziati da anni per rimettere a nuovo una parte dell’antica struttura penitenziaria, si tratta di una buona notizia: «Finalmente spazi rispondenti ai dettati costituzionali e ai pronunciamenti della Corte europea dei diritti dell’uomo».

I lavori riguarderanno interventi di adeguamento dei padiglioni Salerno, Napoli, Venezia e Italia, e di completamento del padiglione Genova. Il cantiere avrà una durata di 1.104 giorni e le offerte dovranno giungere entro il 19 luglio. Per i lavori sono stati messi in conto 13 milioni di euro (13.103.027 per l’esattezza). «Finalmente qualità e dignità della pena attraverso gli spazi detentivi – commenta Ciambriello – ma resto basito per la decisione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria di non aver coinvolto i padiglioni fatiscenti Milano e Roma nella selezione per la ristrutturazione e l’adeguamento del carcere di Poggioreale – aggiunge – Spero che nel piano carceri l’amministrazione penitenziaria trovi i finanziamenti per questi due padiglioni».

Il progetto mira a garantire il rispetto delle indicazioni provenienti sia dai recenti pronunciamenti della Corte europea dei diritti dell’uomo sia provenienti dagli uffici dei Garanti e ai vari livelli dalle associazioni impegnate nel settore. Gli interventi di ristrutturazione e ammodernamento dovranno consentire la disponibilità, all’interno di ciascun padiglione, degli spazi minimi utili per ogni cella e la realizzazione di camere detentive per detenuti disabili.
Secondo il progetto illustrato dal garante regionale, inoltre, si prevede che in tutte le camere detentive ci dovrà essere uno spazio a parte per i servizi igienici, con vaso bidet e doccia, nel pieno rispetto dei criteri igienici e di privacy che servono a rendere dignitosa e umana la vita di chi è detenuto. Inoltre, tutti i locali dedicati a spazi per attività comuni saranno dotati di servizi igienici posizionati nelle immediate adiacenze.

In più, per ogni padiglione a ogni piano, fatta eccezione per il piano rialzato, sarà previsto un locale per il servizio di barbiere/parrucchiere, mentre due porzioni dei piani rialzati saranno adibite a cucina attrezzata e dotata di tutto ciò che serve per consentire la preparazione dei pasti per 200 persone. C’è tutto questo nel progetto di restyling del carcere di Poggioreale, il più grande di Italia. Basti pensare che un singolo padiglione di Poggioreale ha quasi lo stesso numero di detenuti di un carcere di provincia, ospitando in media dai 250 ai 380 reclusi. L’operazione di ristrutturazione dei quattro tra i più grandi e antichi padiglioni del carcere di Poggioreale, più il completamento di un quinto padiglione, sono un intervento destinato a incidere sulla vita in cella di moltissimi detenuti di Poggioreale. E più volte Ciambriello, sollecitando il via alle procedure per i lavori e segnalando i ritardi con cui si è proceduto allo sblocco dei finanziamenti, ha ribadito come non si tratti di offrire privilegi ai detenuti ma condizioni minime e più dignitose di abitabilità.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).