Breonna Taylor è diventata con George Floyd e Jacob Blake simbolo delle proteste contro le violenze della polizia sui cittadini afroamericani negli Stati Uniti. Taylor è stata uccisa dai colpi esplosi da tre agenti nel suo appartamento lo scorso 13 marzo. Il suo caso non ha avuto subito grande risonanza mediatica, anche per via della pandemia di coronavirus. Dopo l’uccisione di Floyd, a Minneapolis (Minnesota) a maggio, e le successive manifestazioni e proteste anche violente, la sua storia è emersa fino a esplodere. Mercoledì sera due agenti sono stati feriti da colpi d’arma da fuoco a Louisville, in Kentucky. Gli scontri sono partiti dopo che il gran giurì incaricato del caso non ha incriminato due dei tre agenti coinvolti nel caso, mentre un terzo è stato incriminato non per la morte della 26enne ma per condotta negligente.

LA STORIA – 12 marzo 2020, è passata da poco la mezzanotte. Breonna Taylor, tecnica di pronto soccorso 26enne, è a letto con il fidanzato Kenneth Walker nel suo appartamento di Louisville. Tre agenti fanno irruzione nell’abitazione: cercano della droga. I poliziotti stanno indagando su due sospetti spacciatori. Uno di questi aveva avuto in passato una relazione con Taylor. La polizia ritiene che l’appartamento venga utilizzato per ricevere e nascondere gli stupefacenti. Il mandato di perquisizione è della tipologia “no-knock”: possono fare irruzione senza annunciarsi o bussare.

Walker si sveglia e prende la pistola, detenuta regolarmente, e fa fuoco: pensa che dei ladri siano entrati in casa. In risposta gli agenti scaricano in tutto 32 proiettili. La 26enne viene raggiunta da 8 colpi e muore. Nessuna droga viene trovata nell’appartamento. Gli agenti diranno in seguito di essersi annunciati, Walker e 11 testimoni – alcuni proiettili hanno raggiunto almeno un altro appartamento – negano. L’uomo dice di aver sentito solo bussare. Brett Hankison, ex detective, l’agente incriminato per condotta negligente, viene licenziato. Gli altri due non vengono incriminati.

LE PROTESTE – I due agenti feriti nelle proteste di Louisville non sono in condizioni gravi. Una persona sospettata di aver sparato è stata fermata. Il Presidente Donald Trump e lo sfidante democratico alle prossime presidenziali del 3 novembre Joe Biden hanno condannato le violenze. “So che molta gente è frustrata e ha il diritto di manifestare pacificamente, ma la violenza non è mai accettabile”, ha commentato Biden. La città di Louisville aveva patteggiato un versamento di 12 milioni di dollari alla famiglia di Breonna Taylor.