È stato ucciso tre mesi fa, in Iran, il numero 2 dell’organizzazione terroristica di stampo islamista Al Qaeda. Si chiamava Abu Muhammad Al-Masri, in battaglia si faceva chiamare Abdullah Ahmed Abdullah. A farlo sapere il New York Times, che riporta la notizia appresa da funzionari dell’intelligence americana. Al-Masri era accusato di aver organizzato gli attentati terroristici del 1998 contro le ambasciate americane in Tanzania e in Kenya che causarono la morte di 224 persone. All’epoca il capo dell’organizzazione era Osama Bin Laden.

Prima di diventare un miliziano Al Masri era stato calciatore nella serie A egiziana. È stato crivellato a colpi di arma da fuoco nella capitale iraniana lo scorso 7 agosto. Tra le vittime anche la figlia Miriam, vedova di Hamza Bin Laden, figlio di Osama. Hamza Bin Laden è stato ucciso nel 2019, era destinato a diventare il capo di Al Qaida. Il numero 2 sarebbe dovuto succedere ad Al Zawahiri, morto un mese fa per cause naturali, come confermato ieri. Non c’è chiarezza, a questo punto, sulla linea di successione.

Secondo quanto riportato dal Nyt, l’azione sarebbe stata sferrata da agenti israeliani per volere degli Stati Uniti. Non è comunque chiaro il ruolo di Washington in questa operazione. Israele non ha confermato l’operazione. Da anni l’intelligence a stelle e strisce seguiva il numero 2 di Al Qaida, insieme con altri agenti dell’organizzazione rifugiati in Iran. Da Teheran però smentiscono tutto. Il portavoce del ministero degli Esteri, Saeed Khatibzadeh, ha definito “falsità” la notizia del Nyt. “Per sottrarsi dalle responsabilità per le attività criminali di al-Qaeda e di altri gruppi terroristici nella regione, Washington e Tel Aviv – ha aggiunto, citato dall’agenzia Tasnim, il portavoce – cercano di tanto in tanto di tracciare un collegamento tra l’Iran e questi gruppi con menzogne e informazioni false fatte trapelare ai media”.

Redazione