Le raccomandazioni di chi è in prima linea col camice bianco sono arrivate all’inizio di febbraio. E, giorno dopo giorno, sono state riproposte come un rosario alla task force e al governatore Vincenzo De Luca. Ma senza successo. “Partiamo dalla premessa che la segreteria regionale dell’Anaao Assomed e di altri sindacati medici non è stata invitata a Palazzo Santa Lucia ed è stata tenuta sempre fuori – spiega Vincenzo Bencivenga, segretario regionale del sindacato della dirigenza medica – anche dall’unità di crisi per il Coronavirus. Dal primo momento, prima ancora che scoppiasse l’epidemia da Covid, abbiamo scritto al governatore raccomandandogli di organizzare l’assistenza con una logica che per noi sanitari è elementare: divida gli ospedali in Covid e in No-Covid. È il sistema che isola un ospedale dall’altro evitando che con la commistione si trasformi in un pabulum di infezioni”.

L’avvertimento è caduto nel vuoto. Anzi, si è andati controcorrente occupando, in maniera improvvisata e frettolosa, i posti letto liberi nelle singole strutture. E, come in una sfida al bowling, uno dietro l’altro i singoli ospedali hanno cominciato ad alzare bandiera bianca per i contagi da Coronavirus che non hanno risparmiato medici e infermieri. Allarme nel Cardarelli, nel Monaldi, nel Cto, ad Ariano, negli ospizi e in tutte le province della Campania per quel “saporito minestrone” in cui i pazienti positivi al Coronavirus si ritrovavano negli stessi locali frequentati da soggetti affetti da altre patologie. “Il tutto senza mascherine, tute, guanti e materiale di protezione individuale per lavoratori impegnati in ospedali dove anche i percorsi interni – ricorda Bencivenga – erano incompleti. Abbiamo scritto lettere, predisposto mappe per focalizzare i singoli problemi e formulato proposte del tipo: c’è a Napoli un ospedale, il San Gennaro, completamente vuoto che in sei o sette giorni può essere messo a regime per assistere i pazienti contagiati dal Covid. E ancora: si possono utilizzare per il Coronavirus dei paglioni inutilizzati nei due policlinici”. Parole scritte sulla sabbia e ignorate dalla Regione.

Al garbo del segretario regionale Bencivenga si aggiungono le frecce che Pierino Di Silverio scaglia contro i politici. “Abbiamo inviato al presidente De Luca almeno dieci richieste di convocazione senza avere l’onore di una risposta. Evidentemente non gli interessavano le indicazioni – spiega il referente nazionale dell’Anaao giovani – di chi lavora sul fronte. Ci siamo trovati a parlare con un muro di gomma, proprio come avveniva negli anni ’90. In questi mesi siamo stati tenuti fuori da tutto, come se non esistesse uno Stato democratico. È stato inutile segnalare continuamente la carenza dei presidi di sicurezza che la Regione avrebbe dovuto procurare dalla fine di gennaio. Abbiamo suggerito più volte di dividere gli ospedali dedicati ai contagiati dal Coronavirus da quelli dedicati a pazienti senza problemi di positività.

La Regione ha fatto esattamente l’opposto trascurando anche la reale attivazione dell’assistenza sul territorio. In Campania il 118 è stato delegato anche a consegnare i tamponi ai cittadini positivi. In questa fase di pandemia il contenimento sanitario è stato lacunoso, deludente e spesso pericoloso”. Oltre duecento i deceduti tra il personale sanitario in italia, altissimi fra medici e paramedici i livelli di contagio all’interno di strutture sanitarie. “Fortunatamente è in calo da giorni il numero dei positivi, durante la quarantena si sono ridotti all’osso gli arrivi dei pazienti in pronto soccorso – nota il segretario Bencivenga – ma da qualche giorno sono di nuovo super affollati. Si può dire che finora siamo stati fortunati, ma appena sarà superata la crisi si dovrà accertare se i milioni spesi durante l’emergenza servivano o sono stati sprecati”.