Salgono a 12 i detenuti morti per abuso di farmaci durante le rivolte nelle carceri dopo che a Modena ai 7 già accertati se ne sono aggiunti altri due, trovati senza vita nel nuovo padiglione. Nel computo vanno inseriti anche i 3 reclusi di Rieti, sempre per overdose di medicinali saccheggiati dalle infermerie. Oggi alle 9 e 30 il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, parlerà della situazione in Senato. Ma già i vari esponenti politici stanno prendendo posizione su un tema che potrebbe diventare ancora più esplosivo, visto che al momento non è stato registrato nessun caso di contagio dietro le sbarre. «La rivolta delle Carceri non è stata il frutto del caso, ma della totale inadeguatezza del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che tale ruolo ricopre oramai da quasi due anni», attacca Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, che aggiunge: «Il sovraffollamento e i problemi connessi all’emergenza coronavirus non giustificano naturalmente in nessun modo la violenza o l’inosservanza delle regole, ma i provvedimenti presi sono stati gestiti malissimo». Il riferimento è ai divieti di colloqui visivi coi familiari per i detenuti allo scopo di evitare possibili inneschi del contagio.

Intanto si sono conclusi quasi dappertutto i disordini che hanno interessato nella giornata di ieri oltre 20 istituti penitenziari. I reclusi hanno fatto rientro nelle camere di pernottamento, ma in alcuni istituti la situazione non è ancora definita e manifestazioni sono tuttora in corso. Proseguono le manifestazioni di protesta nelle carceri di Caltanissetta, Enna, Larino, Pescara e Avellino, con gruppi di detenuti che rifiutano di rientrare nelle celle. Nuovi episodi di disordini si segnalano oggi a Rieti, Palermo Pagliarelli, Genova e Campobasso. Un altro detenuto è morto a Modena, presumibilmente anch’egli a seguito di overdose da farmaci: era stato ricoverato in gravi condizioni ed è l’ottavo decesso dalla rivolta di domenica scorsa. Nell’istituto i disordini si sono conclusi e si stanno trasferendo gli ultimi detenuti. A Rieti tre detenuti sono stati trovati privi di vita questa mattina: dai primi rilievi si sospetta che i decessi possano essere stati causati dall’assunzione sconsiderata di farmaci presi durante il saccheggio dell’infermeria durante la rivolta di ieri, analogamente a quanto accaduto nel carcere di Modena.

Altri detenuti sono sotto osservazione per aver accusato malori. A Foggia sono 50 gli evasi dal carcere che sono stati ricatturati e 22 i ricercati. A Melfi sono stati liberati nel corso della notte i quattro agenti e le cinque unità di personale sanitario trattenuti dai detenuti. A Bologna, infine, permane l’occupazione di alcune sezioni da parte dei detenuti. Ma se Salvini chiede il pugno di ferro contro le rivolte, i sindacati chiedono misure alternative al carcere. «Serve ragionare su ulteriori interventi che possano deflettere la pressione nelle carceri in queste ore», è l’appello di Cgil e Funzione Pubblica Cgil. «Già da più strutture – prosegue la Cgil – si fa sapere delle difficoltà di accesso e di utilizzo di postazioni skype, peraltro insufficienti, così come le linee telefoniche a disposizione».