C’è un altro morto in Lombardia, facendo salire così a quattro la conta delle vittime in Italia da quando è scattata l’emergenza del coronavirus. La vittima è un uomo di 84 anni ricoverato all’ospedale “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo per patologie pregresse. A dare la notizia la Regione Lombardia tramite l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera: “Le vittime del coronavirus – ha aggiunto – sono molto anziane e con quadri clinici complicati”.

“Alle 9.10 l’ultima notizia arrivata dalla Sala operativa è intorno ai 165 contagiati. Purtroppo il numero sta aumentando, ma siamo convinti che l’ordinanza inizierà a far rallentare e magari a sospendere il contagio”. Così commenta il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, a Rai Radio1. “Dal momento in cui è emersa la situazione non è stato fatto nessun errore, anzi si è intervenuti con determinazione e ringrazio il personale sanitario. E’ strano per tutti che ci sia stata una così rapida diffusione, anche perchè da un caso di lunedì siamo arrivati a 170 casi in pochi giorni: non si riesce a capire”.

In Lombardia aumentano a 112 le persone contagiate dal virus. Il primo malato era stato certificato giovedì sera e poi a partire dal “paziente 1”, un 38enne ricoverato in terapia intensiva, si è passati a sua moglie incinta, a un loro amico e a cascata ad altri pazienti, tra cui una signora di 77 anni morta a Casalpusterlengo, che è stata anche la prima vittima del coronavirus. Ieri è deceduta un’altra che era ricoverata nel reparto di Oncologia a Crema.  “Abbiamo disposto la chiusura dalle ore 18 dei luoghi commerciali di intrattenimento o svago, non i ristoranti, quindi pub e discoteche, luoghi dove si trovano molte persone”. Lo ha detto l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. Un coprifuoco generale in tutta la Lombardia. Scuole e università chiuse, stop a “manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura”. E’ il contenuto dell’ordinanza emanata dalla Regione Lombardia, “in relazione all’evolversi della diffusione del coronavirus”. Un’ordinanza, firmata dal presidente Attilio Fontana di concerto con il ministro della Salute Roberto Speranza che è valida per tutto il territorio lombardo e che viene diffusa nel giorno in cui Maria Rita Gismondo, la primaria dell’ospedale Sacco di Milano, struttura che si occupa della cura dei pazienti contagianti raffredda i toni: “Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così. Vi prego, abbassate i toni”. Ma il governatore aggiunge: “Impensabile isolare Milano”.

IL DECRETO – Al lavoro ventiquattr’ore su ventiquattro per “scacciare la paura”, affidandosi a un decreto lampo e al sistema di screening tra i più avanzati nel mondo. In uno dei momenti più traballanti della sua esistenza, è nella sfida al Covid-2019 che il governo cerca un po’ di compattezza. Intanto il decreto, firmato in serata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e pubblicato in Gazzetta ufficiale, prevede nella sua ultima versione lo stanziamento di 20 milioni aggiuntivi per ovviare all’emergenza che ha causato in Italia oltre 150 contagi e 3 vittime. “Ho appena firmato il decreto attuativo che dispone queste misure per i prossimi 14 giorni”, annuncia Conte nel pomeriggio, promettendo ai cittadini “assistenza e la massima attenzione per la loro salute” in cambio di alcune restrizioni alla vita pubblica. L’avvocato del popolo vive una domenica molto particolare, ‘blindato’ nella sede della Protezione civile a Roma per seguire passo l’evoluzione del contagio. I conteggi ufficiali vengono affidati sempre ad Angelo Borrelli, per una “comunicazione capillare e trasparente”. E se conferma come di fronte ad una situazione simile “non ci deve essere distinzione di colori politici”, il premier ammette di essere “rimasto sorpreso dall’esplosione dei casi”.

Un’ascesa preoccupante che ha reso in pochi giorni l’Italia il terzo Paese con più contagi al mondo, dopo Cina e Corea del Sud. “Noi facciamo molti più controlli di altri Paesi”, è la spiegazione ufficiale degli oltre 4mila tamponi. Ma la linea di massima precauzione e rigore pagherà secondo il governo, attento al massimo dialogo con la Regioni per delimitare i contagi e “contenere” gli effetti negativi. E per evitare l’effetto paura e il vortice della psicosi collettiva che circola incontrollato tra le chat di tutta Italia.

“È l’esperienza più forte della mia vita, sono convinto che questa sfida la vinceremo”, è il messaggio di ottimismo firmato Roberto Speranza. Il ministro della Salute che non esclude un “rafforzamento delle misure” contro il coronavirus. Dal punto di vista economico l’esecutivo starebbe valutando in settimana un secondo decreto, con lo stop del dei tributi per la aree interessate (in primis Lombardia e veneto). In Cdm domani dovrebbe essere varato il dl imprese con norme ad hoc, mentre la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha incontrato sindacati e associazioni datoriali ed è al lavoro per la possibilità “di fare ricorso al lavoro agile anche in deroga ai limiti percentuali stabiliti dai contratti collettivi e dalla legge”.