I casi di coronavirus nel mondo hanno superato quota 12 milioni. Secondo i dati riportati dalla Johns Hopkins University, che vanno a sommarsi ad un bilancio continuamente aggiornato, sono ad ora 12.041.480 gli infetti dall’inizio della pandemia e 549.468 le vittime. Gli Stati Uniti si confermano il Paese più colpito per numero di contagi, seguiti da Brasile, India e Russia.  Infatti con le ultime notizia giunte sono 58.601 i nuovi casi di Covid-19 e 820 le vittime registrate solo negli Usa nelle ultime 24 ore. Il Paese si conferma il più colpito dalla pandemia con oltre 3 milioni di casi e 132 mila morti. Di questi, 548.799 hanno avuto un esito fatale. Il paese è diventato il terzo più colpito al mondo, segue il Brasile con quasi 68.000 vittime, dove è risultato positivo al Covid-19 anche il presidente Jair Bolsonaro.

LA SITUAZIONE USA – L’amministrazione Trump ha informato il Congresso che sta ritirando formalmente gli Stati Uniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.  Dopo settimane di polemiche e accuse per la scarsa risposta sull’emergenza coronavirus e le presunte coperture con la Cina. Il senatore Robert Menendez, membro di rango del Comitato per le relazioni estere del Senato, ha confermato la notizia in un tweet. “Il Congresso ha ricevuto la notifica che il presidente ha ritirato ufficialmente gli Stati Uniti dall’Oms nel mezzo di una pandemia”, ha twittato. Una fonte informata ha detto alla Cnn che la lettera era molto breve, circa tre frasi, e ha confermato che innescherà un ritiro che durerà circa un anno, ma ha avvertito che non può confermare se sia la versione finale. Tuttavia, la lettera indica che l’amministrazione intende proseguire con il suo piano di ritirarsi dall’Oms. Trump inizialmente ha annunciato la sua intenzione di ritirarsi dall’agenzia Onu a maggio e ha costantemente accusato l’organizzazione di aiutare la Cina a nascondere le origini del virus.

L’Oms nelle scorse ore così si era espressa sull’avanzata della pandemia soprattutto in India, Australia, Stati Uniti, Iran e Brasile. “Siamo chiaramente lontani dall’aver raggiunto il picco”, ha certificato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus in conferenza stampa a Ginevra. Ad allarmare sono i contagi e le vittime registrate in Iran che ha visto un nuovo picco di casi. Nel Paese sono stati 200 i morti confermati nelle ultime 24 ore. Un record mai raggiunto prima, ha riferito la portavoce del ministero della Salute, Sima Sadat Lari, secondo cui l’aumento delle infezioni è dovuto al poco rispetto delle misure restrittive. Ma il virus corre anche in Israele, dove la direttrice della sanità pubblica si è dimessa per contrasti con il ministero, e in Australia, dove a Melbourne per 5 milioni di cittadini è stato disposto il lockdown. E mentre il Sudafrica ha raggiunto i 200 mila casi, in India il numero dei decessi ha superato quota 20mila con oltre 700 mila contagi.

Anche la sindaca di Atlanta, tra i nomi in lizza per la carica di vice presidente con Joe Biden, ha contratto il virus, insieme al marito. E mentre i posti letto in terapia intensiva scarseggiano, con la Florida che ha raggiunto la capienza massima in 43 ospedali, il governo federale ha annunciato lo stanziamento di 1,6 miliardi di dollari in favore della società Novavax per lo sviluppo e la produzione entro gennaio di 100 milioni di dosi per il vaccino contro il Covid-19, ancora in fase di sperimentazione.

Intanto il comitato ospitante di Jacksonville, dove è attesa la convention repubblicana, ha fatto sapere che tutti i partecipanti saranno testati e controllati ogni giorno. Buone notizie invece in Cina dove i casi giornalieri registrati sono stati solo 8, con zero decessi. Nessun nuovo infetto a Pechino, dove nei giorni scorsi era scoppiato il focolaio legato al mercato all’ingrosso di Xinfadi. Nel Paese si è tenuto il primo evento di massa dopo lo scoppio della pandemia. Si tratta del famoso esame di ammissione al college, conosciuto come ‘Gaokao’ che dura quattro giorni e che sta coinvolgendo cira 11 milioni di studenti. Gli amministratori hanno applicato regole rigorose per prevenire le infezioni, tra cui il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine. A Pechino, il numero di studenti in ogni stanza è stato ridotto da 30 a 20 per mantenere la distanza di sicurezza tra i partecipanti.