Arriva Cantone e la Procura di Perugia diventa caput mundi. Arriva Cantone e d’un colpo si comincia a intercettare tutto e tutti. E a pubblicare. Arriva Cantone e improvvisamente, nel Paese in cui pochi ormai, persino i giornalisti e gli scrittori, conoscono bene la lingua italiana, tutti si fanno maestri e censori perché un ragazzo uruguayano ben pagato per tirare calci al pallone pretende la cittadinanza pur sbagliando i congiuntivi. Arriva Cantone e si sveglia anche la dormiente Federcalcio per non essere da meno. Insomma, Mister Cantone, I suppose. L’uomo che ha sbaragliato (scavalcato, secondo due ricorrenti) pubblici ministeri con molti più anni di carriera nelle funzioni requirenti per conquistare il vertice della procura della repubblica di Perugia, mettendole addosso riflettori degni di illuminare il Palazzo dell’Anticorruzione da lui presieduta fino a poco tempo fa. L’uomo che eredita una banale inchiesta sull’Università per stranieri con beghe tra rettori, tra bilanci passati e presenti, e la trasforma in un evento mediatico di livello planetario.

Scandalo! L’attaccante del Barcellona, l’uruguayano Luis Suarez sarebbe stato favorito con una speciale sessione d’esame e risposte a domande preconfezionate per superare l’interrogazione di lingua italiana, necessaria per poter avere la cittadinanza. Siamo alla vigilia di un ingaggio da parte della Juve, la quale ha in seno già due giocatori stranieri e non può averne tre. C’è dunque fretta di questo esame, di questo risultato positivo, di questo timbro per far diventare Suarez cittadino italiano. Si mobilitano in tanti per aiutarlo, ma i tempi sono stretti e la Juve alla fine rinuncia. Ma intanto…

Una valanga di intercettazioni si riversa sui giornali, nelle tv e sui social. È questa è la seconda novità, dopo quella di un nuovo vertice di procura già illuminato dalle telecamere prima ancora che abbia preso servizio. La novità è che gli uffici giudiziari di Perugia, già sopraffatti dall’inchiesta penale che vede imputato il magistrato Luca Palamara, si trova all’improvviso a dover godere (o subire) un nuovo protagonismo. Con la guardia di finanza a registrare e la solita manina a diffondere le solite frasi spezzettate e poi abilmente ricucite che gridano a gran voce la colpevolezza di tutti gli indagati all’interno dell’università. Non solo per abuso d’ufficio, ma addirittura per corruzione. E chi sarebbero i corruttori? I dirigenti della Juventus, a occhio. Ma non pare siano indagati. Così come pare non lo sia lo stesso Suarez.
Sempre a occhio, questa della corruzione pare poco credibile. Mazzette per fingere che il calciatore coniughi bene i congiuntivi? O le famose “altre utilità”, quelle che vengono contestate ai politici, magari sotto forma di biglietti omaggio in tribuna per qualche partita? Qui si corre il rischio che non ci si trovi davanti a un “esame farsa” come leggiamo da tutte le parti, ma a un’inchiesta-farsa. Non è che per caso lei, dottor Cantone, vede corruzione ovunque?

Così come di una grande farsa pare tutta questa leggenda dei cittadini stranieri che devono dimostrare di conoscere bene la nostra lingua. Ora, l’italiano è una lingua meravigliosa, è la quarta tra quelle più studiate nel mondo, ha dato la parola a poeti e scrittori, è nell’olimpo della storia. Ci sono istituti prestigiosi, come l’Accademia della crusca, che hanno il compito di preservarla e valorizzarla. A volte hanno qualche cedimento, come su quel “se stesso” ormai ovunque scritto con l’accento, ma tengono il punto con onore. Il problema è però che ormai tanti nostri giovani non conoscono più la nostra lingua. Qualcuno dice che è colpa degli insegnanti ex sessantottini, altri criminalizzano i genitori che non si occupano dei bambini, non parlano loro e li abbandonano davanti al televisore o all’Ipad. Altri ancora ce l’hanno con il linguaggio da smartphone, con tutti quei K al posto del CH e la X invece del per. Sarà. Resta il fatto che ormai gli unici da cui pretendiamo che conoscano bene la lingua italiana sono i nostri ospiti stranieri.

Matteo Salvini, quando era ministro dell’interno, ha inserito in uno dei suoi decreti l’obbligo della conoscenza della lingua italiana per poter ottenere la cittadinanza. Penso che abbia fatto bene. Saper parlare come parlano gli altri nel Paese in cui vai a vivere e saper farti capire, è la prima forma di integrazione. È la comunicazione, la rottura dell’isolamento. Ma non deve diventare un’ossessione. Conosco, anche molto da vicino, persone che sono in Italia da vent’anni, o anche trenta, perfettamente inserite e che mai vorrebbero vivere altrove, ma che per loro fortuna hanno avuto la cittadinanza prima dei decreti Salvini. Non perché non conoscano la lingua italiana o non la sappiano parlare. Ma perché, pur cavandosela benissimo rispetto alle loro esigenze e al tipo di lavoro che svolgono, magari avrebbero qualche difficoltà davanti a una commissione d’esame.

Se Luis Suarez è stato agevolato nel sostenere il suo esame, lo vedremo. Da lui tutto sommato ci si sarebbe aspettato, nel caso in cui l’ingaggio con la Juventus fosse andato a buon fine, che tirasse bene in porta, pur non sottovalutando il fatto che anche i calciatori non li vorremmo analfabeti. Ma considerando anche che la richiesta di cittadinanza italiana da parte di qualcuno che può dar lustro al nostro calcio, come anche, e meglio ancora, alla nostra architettura, alla nostra musica, alla nostra arte, per noi dovrebbe essere un onore. E non un gesto da ripagare con le inchieste giudiziarie e la pubblicità negativa.

Indaghi pure quindi, in osservanza al principio dell’obbligatorietà, dottor Cantone, sul fatto che qualcuno può aver dato una mano a un grande calciatore facendogli pissi pissi nell’ orecchio per suggerirgli le risposte giuste. Ma si ricordi che non tutto è reato, non tutto è corruzione. E lei, signor Luis Suarez, anche se ormai ha superato l’esame, la studi la lingua italiana. È bellissima.