“Già abbiamo deciso noi misure restrittive, zone rosse e chiesto al Prefetto di Napoli di limitare la circolazione sul lungomare. Se il Governo prende misure di rigore il mio commento è meglio tardi che mai”. E’ quanto annuncia il governatore della Campania Vincenzo De Luca nelle consueta diretta Facebook del venerdì.

In attesa delle decisioni del ministero della Salute in base al monitoraggio della cabina di regia dell’Istituto superiore della sanità (che avrebbe indicato Campania e Toscana zone rosse), che potrebbero portare la Campania da zona gialla ad arancione o rossa, De Luca attacca a testa bassa l’Esecutivo colpevole di essersi mosso in forte ritardo, chiedendo al Partito Democratico di rompere con il Movimento 5 Stelle (duri gli attacchi a Di Maio, Spadafora, Azzolina e al premier Conte) e dare vita a un Governo di unità nazionale.

Dure le parole di De Luca: “Ho avuto modo di dire a qualche esponente del Pd che se bisogna stare al governo con questi personaggi, per quanto mi riguarda sarebbe meglio mandare il governo a casa. Non è tollerabile alcun rapporto di collaborazione se ci sono ministri alla Spadafora che ha raccontato bestialità fino a una settimana fa e signori come Di Maio. Lo ho già sfidato, e rinnovo l’invito al soggetto a fare un dibattito pubblico come, dove e quando vuole in diretta tv. Spero non faccia il coniglio”.

Napoli e la Campania dovevano diventare zone rosse a prescindere ma il Governo non si è voluto assumere la responsabilità di chiudere tutto come era giusto fare a ottobre e non oggi. La classificazione delle zone è una idiozia” chiosa il Governatore.

“Oggi abbiamo 3.900 nuovi contagi con una percentuale di positivi su 25mila tamponi quasi che è del 16,5%. Da tre o quattro giorni la percentuale di positivi sui tamponi scende” annuncia De Luca che rivendica la linea di rigore che la Campania chiede da mesi: “Da sempre abbiamo avuto una linea di rigore più degli altri, da soli. Avevamo proposto noi di chiudere tutto a ottobre per bloccare esplosione contagio e farci fare un Natale tranquillo. Tutti quelli che quando noi parlavamo di rigore non hanno mosso un dito, anzi si sono mossi contro le ordinanze della Campania adesso sono invece tutti rigoristi, una vergogna tipica dell’Italia di oggi”.

Poi ripercorre la settimana appena trascorsa definendola “significativa per lo sciacallaggio politico contro la Campania. Da due mesi non c’è una trasmissione che non dedichi minuti alla Campania con attacchi gratuiti, interviste fatte a capocchia. Hanno cominciato con le file davanti all’Asl Napoli 1 per i tamponi senza dire che si presentava gente senza prenotazione. File che si vedono in tutta Italia”.

Poi l’episodio che ha “determinato una svolta nell’opinione pubblica del nostro paese: il lungomare di Napoli affollato da centinaia di persone senza mascherine. Si passeggiava allegramente senza l’ombra di un controllo. Assembramenti sono vietati dalla legge e devono essere contrastati dalle forze dell’ordine e dalle polizie municipali. Immagine che ha fatto giro d’Italia e ha determinato svolta nell’opinione pubblica. Quelle immagini motivano una zona stra-rossa”.

Deciso l’attacco a Luigi de Magistris, sindaco di Napoli: “Doveva chiudere lui il lungomare come hanno fatto gli altri sindaci campani ma era impegnato a fare il giro delle televisioni. Altri sindaci sono stati coraggiosi, lui invece era impegnato a fare il turista e a girare per le televisioni”.

De Luca commenta “le immagini della auto ferme davanti ai pronto soccorso” sottolineando che “ci sono in tutta Italia ma a Napoli fanno più effetto. E’ chiaro che una volta che arrivano persone lì fuori li devi assistere in macchina perché non possono entrare. Per fare lo sbarellamento di una persona che arriva con il 118 ci vogliono ore perché bisogna garantire di non far entrare persone positive all’interno dell’ospedale”.

“Il problema – ribadisce ancora una volta De Luca – non è il personale da campo. Ne possiamo fare pure 20, ma manca il personale: per ora ci hanno mandato solo 7 anestesisti”. Sugli ispettori chiarisce: “Li hanno mandati per rispondere a questa valanga di sciacallaggio mediatico. In Campania il procuratore Melillo ha anche smentito l’apertura di una inchiesta sui presunti dati che avremmo falsato”.

Sulle precedenti ordinanze: “Abbiamo evitato di mettere in zona rossa altre città perché non c’erano le forze di polizia per controllare il territorio. Il 15 ottobre scorso abbiamo deciso per la chiusura delle scuole ricevendo offese dal ministro (Azzolina, ndr) e dal premier. Noi abbiamo chiuso perché gli esperti ci avevano detto che nelle settimane successive avremmo avuto contagi nove volte superiori. Il Governo ha chiuso le scuole un mese dopo”.

“Il 22 ottobre abbiamo fatto importante ordinanza per limitare contagio ad Arzano oltre che il divieto di spostamento tra province e la chiusura di tutte alle attività alle 23. Dopo questa misura preventiva c’è stata la guerriglia a Napoli mentre in tutto il resto d’Italia si continuava a perdere tempo”.