Covid e temi economici. Il premier Giuseppe Conte è intervenuto stamattina a ‘Futura: lavoro, ambiente, innovazione’, la tre giorni della Cgil, discutendo col segretario del sindacato Maurizio Landini sulle due questioni fondamentali per il Paese, alle prese con la seconda ondata del contagio e con una crisi economica che non molla la presa.

Parlando di Coronavirus e misure restrittive, il presidente del Consiglio ha sottolineato che oggi ci saranno “i nuovi dati, ci aspettiamo un aggiornamento dei livelli di rischio delle singole Regioni, poi la Cabina di Regia con il Cts indicherà le Regioni che meritano una nuova classificazione, Speranza recepirà queste indicazioni”.

L’INDICE RT – Conte confida che l’Rt nazionale da 1.7 “si sia abbassato, significherebbe che le nostre misure danno i primi effetti”, mentre la ‘ricetta’ del premier per fare fronte all’emergenza è il “rafforzamento della medicina territoriale, non dobbiamo ripetere gli errori del passato, stiamo soffrendo lo stress degli ospedali anche per questo”.

LA SCUOLA – Un focus è stato dedicato anche alla scuola. Per Conte “le nostre ricerche dicono che le scuole non sono focolai di diffusione del contagio. C’è, poi, anche il valore ideale della formazione in presenza”. Cerchiamo di mantenere questo presidio. Quello prima e dopo le scuole, però, può costituire un focolaio. Per questo occorre mantenere il distanziamento e l’uso della mascherine, ma posso dire che i ragazzi rispettano queste regole”, ha aggiunto il premier.

LAVORO ED ECONOMIA – Sul fronte del lavoro Conte ha spiegato: “Il 2021 sarà l’anno della riforma fiscale e tributaria”, aggiungendo che “la riforma degli ammortizzatori sociali va completata. I meccanismi sono troppo antiquati”. “Il blocco licenziamenti fino a marzo è stato un impegno corale, per cui una cintura di protezione per tutti, possiamo programmare meglio”, ha rimarcato il capo del governo.

Conte ha anche confermato che lunedì è in programma un incontro con i rappresentanti dei lavoratori per fare il punto sulla prossima legge di Bilancio, ferma all’approvazione ‘salvo intese’. Siamo in dirittura d’arrivo con la manovra, la stiamo per inoltrare alle Camere: inizia un confronto serrato con le parti sociali già da lunedì”, ha spiegato il premier.

LE MISURE DI CARATTERE LOCALE – Mentre si attende una decisione sulla Campania, Regione che ha tenuto banco nell’ultima settimana nel dibattito, altre Regioni e Comuni intanto hanno già preso provvedimenti a livello locale per contenere il contagio da coronavirus. Ordinanze che impongono nuove misure su negozi, tempo libero e ristorazione.

L’Emilia Romagna ha deciso che i negozi resteranno chiusi nei giorni festivi e prefestivi. Le medie e grandi aree di vendita, come i centri commerciali, nei festivi. Negli esercizi potrà comunque entrare un solo componente per nucleo familiare alla volta. In Veneto le grandi e medie strutture chiuderanno nei prefestivi. Restano invece aperte parafarmacie, tabaccherie ed edicole. Vietato ogni tipo di vendita anche dei piccoli negozi e negozi di vicinato nei festivi. Provvedimento speciale in Friuli Venezia Giulia: una raccomandazione garantisce le prime due ore di attività della giornata agli esercizi commerciali di grandi e medie strutture di vendita all’accesso degli anziani. Ordinanza in arrivo, sulle attività commerciali, anche nella provincia autonoma di Trento. Chiuderanno, secondo anticipazioni, i maxi store da 2.500 metri quadri nella Regione Lazio nei giorni prefestivi e festivi; esclusi le rivendite di generi alimentari, le edicole, i tabaccai e le farmacie. Nuove restrizioni per attività considerate non essenziali in arrivo anche in Campania.

In Emilia Romagna la consumazione di alimenti e bevande è sempre vietata in spazi pubblici mentre dalle 15:00 alle 18:00 la somministrazione può avvenire solo da seduti fuori e dentro i locali. Sempre consentita, anzi “fortemente raccomandata” la consegna a domicilio.

Se la ginnastica è vietata alle elementari e alle medie, l’attività sportiva, in Emilia Romagna, dovrà avvenire in aree “verdi” e “periferiche”. In Veneto vietato passeggiare nelle strade e nelle piazze dei centri storici delle città e delle aree affollate dal 13 novembre fino al 3 dicembre. Limitazioni annunciate anche in Alto Adige: verranno definite con Coni e Fisi. A Genova il sindaco Marco Bucci sta lavorando a un’ordinanza per vietare il passeggio in alcune parti della città. La misura verrà introdotta già da questo fine settimana. Resteranno aperti, ma controllati, i parchi per evitare assembramenti e monitorare l’utilizzo della mascherina. Vietato lo “struscio” a Benevento: lo ha deciso il sindaco Clemente Mastella. Divieto che vale per le piazze e strade principali della città. La chiusura vale per tutti i venerdì, i sabato e le domeniche oltre che nei prefestivi e festivi, dalle 18:00 alle 22:00. Possibilità comunque di accesso e deflusso agli esercizi commerciali che resteranno aperti e alle abitazioni private. Limitazioni anche sull’uso delle panchine sul territorio comunale: massimo due persone per volta, oppure un minore o una persona non autosufficiente con accompagnatore, sempre rispettando il distanziamento fisico.