I rapporti sono ormai ai minimi termini. Tra Vincenzo De Luca e Mario Draghi è scoppiata la guerra sulla gestione della pandemia di Coronavirus: il presidente della Campania è ancora scottato dal ricorso vinto dal Governo contro l’ordinanza con cui il governatore aveva disposto la chiusura delle scuole campane fino al 29 gennaio.

Lo dimostra chiaramente nella consueta ‘diretta social’ del venerdì pomeriggio, dove De Luca è tornato sull’argomento. Il Governo, accusa il presidente campano, “ha impugnato un’ordinanza della Regione Campania estremamente equilibrata e misurata. Le scuole in Campania si sono aperte tutte il 10 gennaio, tranne le elementari, le medie e le materne per una ragione di merito: essendo la fascia di età più bassa e non vaccinata in misura ampia, ci è parso ragionevole prendere due settimane di respiro per ampliare la campagna di vaccinazione e avere poi la scuola in presenza con maggiore tranquillità. Ci siamo trovati di fronte a una posizione del Governo nazionale offensiva per la Regione Campania e incomprensibile”.

Quindi l’attacco a Draghi: “Nella sua conferenza stampa ho avuto l’impressione che volesse dimostrare che tutto va bene in Italia. L’economia è aperta, cresce, le scuole si aprono, non abbiamo grandissime problematiche relative al Covid. L’obiettivo di quella conferenza stampa era semplicemente questo e, dal mio punto di vista, è stata una scelta totalmente demagogica e inaccettabile”.

De Luca che poi usa un paragone ‘ardito’: “Non mi piace un governo che si presenta col volto dei monaci trappisti, da Roma non sono in grado di garantire nulla, ve lo metto per iscritto”, dice rivolgendosi ai cittadini campani.

Ma parole al veleno non vengono risparmiate anche per Patrizio Bianchi, il ministro dell’Istruzione da tempo nel mirino del numero uno di Palazzo Santa Lucia. “Lo dico al ministro dell’Istruzione che ha ritenuto eccessiva l’espressione ‘utilizzate i bambini come cavie’. Dice giustamente che bisogna misurare le parole e io ancora più giustamente dico che bisogna misurare più che le parole bisogna misurare i comportamenti. È stato informato il ministro che quando si sono aperte le scuole, in decine di realtà avevamo bambini di 6 anni, 7 anni o 10 anni costretti a fare lezione con le finestre aperte, con un freddo infernale, con sciarpe al collo e cappellini in testa? Questo è un modo per rispettare i bambini?“.

Scontro che continua anche sulla Didattica a distanza, con un nuovo attacco all’esecutivo e la rivendicazione l’operato della Regione: “Nella conferenza stampa il presidente del Consiglio ha parlato per mezz’ora contro la didattica a distanza. Osservo che non l’ha chiesta nessuno quindi è si è trattata di mezz’ora di esposizione demagogica contro un obiettivo inesistente. Il presidente del Consiglio ha raccontato che la didattica a distanza determina danni finanche con una nuova divaricazione sociale, ma non ha ritenuto di rilevare che la Regione che ha fatto di più per evitare la divaricazione sociale è la Campania. Se il Governo avesse fatto la metà di quello che ha fatto la Campania staremmo molto meglio. L’immagine di un presidente del Consiglio che difende il proletariato e di altri che sono indifferenti a condizioni di disagio sociale è falsa”.

La situazione sanitaria

Focus ovviamente anche sulla situazione sanitaria in Campania, che ha numeri che la mettono a rischio passaggio in zona gialla. De Luca snocciola i dati sui ricoveri ospedalieri ed evidenzia un “tasso altissimo di contagi”. “Ogni giorno sono nel numero di 50-70 pazienti. Se i numeri sono questi, è evidente che si dovrebbero trovare ogni dieci giorni altri 500 posti letto aggiuntivi”.

Altro punto critico evidenziato da De Luca è nel numero dei guariti che “non è mai pari a quello dei nuovi ricoveri e questo rimane un punto di criticità forte che impegna tutti noi e le nostre strutture quotidianamente a far fronte alle nuove esigenze. L’obiettivo di queste settimane è garantire la salute dei nostri concittadini garantendo i servizi essenziali. Secondo obiettivo superare gennaio, perché è prevedibile che il picco del contagio ci sarà a gennaio”, è la previsione del governatore campano.

Redazione