Le foto delle presunte violenze sul corpo di un detenuto dopo la protesta avvenuta domenica scorsa, 5 aprile, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta). A denunciarla sui social è Pietro Ioia, garante dei detenuti del comune di Napoli. L’immagine mostra la schiena di un detenuto, scarcerato questa mattina, con segni evidenti di percosse.

“Proprio stamattina – scrive Ioia – mi sono letto lo statuto da garante per i diritti e la salute dei detenuti, ed è mio sacrosanto dovere mostrare questa foto di un detenuto scarcerato stamattina dal carcere di Santa Maria Capua Vetere”.

La protesta che ha coinvolto circa 150 persone è avvenuta dopo la notizia che un detenuto era risultato positivo al coronavirus. Si sono vissuti momenti di altissima tensione nel carcere casertano, con gli agenti penitenziari che sarebbero stati minacciati anche con dell’olio bollente. La protesta è poi rientrata solo a notte fonda con l’intervento delle forze dell’ordine. Nei giorni successivi è poi emersa la positività di altri due detenuti al coronavirus.

Ma la settimana è stata caratterizzata dalle manifestazioni dei familiari dei detenuti che si sono radunati all’esterno del carcere sammaritano. Tra loro c’è chi ha denunciato le presunte violenze subite in carcere dalle forze dell’ordine nel tentativo di domare la rivolta. “Li sono andati a picchiare cella per cella” ha raccontato una donna.

Sulla vicenda nei giorni scorsi sono intervenuti in un comunicato congiunto, Antonio Fullone, provveditore dell’amministrazione penitenziaria della Campania e Samuele Ciambriello, Garante dei detenuti della Campania. “Tutti i detenuti dell’intera sezione, oltre 130 persone, compresi i tre positivi presenti nel carcere, non presentano alcun sintomo di malattia, non necessitano di alcuna terapia e sono monitorati dai sanitari” hanno chiarito aggiungendo: “Abbiamo potuto rilevare come tutti i detenuti presenti nel carcere di Santa Maria siano attentamente valutati e seguiti sin dall’inizio dell’emergenza e ringraziamo il personale sanitario ai vari livelli che è intervenuto in questi giorni con immediatezza e professionalità. A partire dalla notizia del primo caso positivo, nella notte di sabato, sono stati effettuati 200 test sierologici rapidi domenica e 200 tamponi naso-faringei lunedì, per tutti i detenuti della stessa sezione e per tutto il personale, sanitario e penitenziario, che vi lavora”.

“Siamo vicini al personale penitenziario e ai familiari dei detenuti, – conclude la nota congiunta – e collaboreremo giorno per giorno a garanzia del diritto alla salute, del diritto alla vita di tutte le persone che operano nel mondo carcerario, dando supporto al personale sanitario. Riteniamo anche importante contribuire ad un’informazione puntuale, trasparente e corretta, che eviti la diffusione di notizie che non corrispondono alla realtà, creano condizioni di falso allarme e ostacolano il lavoro di tutto il personale impegnato nella gestione di un’emergenza che interessa tutto il nostro mondo”.