Europa-USA
Difesa, segnalazioni dagli uffici di Crosetto per “situazioni sospette”
Gli investimenti per la Difesa e la sicurezza non devono solo crescere ma, come al Riformista hanno dichiarato tutti gli esperti del settore, selezionare meglio la qualità e la natura dei fornitori. Un compito non facile, quello davanti a cui è messo il Procurement delle nostre Forze Armate. Nell’ultima indagine che ha coinvolto il Ministero della Difesa potrebbero emergere ulteriori elementi di rilievo. Ipotizzati i reati di corruzione, traffico di influenze e riciclaggio per appalti nel settore informatico. Gli uffici di Guido Crosetto, dai quali sono partite le segnalazioni, avevano rilevato «situazioni sospette». Anche alla stampa che segue il comparto Difesa sorge qualche interrogativo.
Quel che non appare chiaro, ad esempio, attiene ai rapporti tra alcuni rappresentanti di SMD, SME, Teledife e la multinazionale americana Accenture. Proprio questa società si starebbe aggiudicando un appalto di decine di milioni di euro mediante un affidamento ottenuto attraverso un atto di adesione ad una convenzione Consip. L’affidamento sarebbe basato su un requisito evanescente per un sistema informativo già in uso dall’Esercito, il Sige, prodotto dall’italiana Leonardo e molto performante, che verrebbe dunque sostituito da un analogo software: Simoge. A gestire il delicatissimo affare, per conto di Accenture, sono Stefania Gabbi e Fabrizio Gabrielli, entrambi non indagati nell’inchiesta. Qui, però, sorge un dubbio: perché sostituire un’infrastruttura già esistente e funzionante con un ulteriore prodotto straniero? A vantaggio di chi? Già il progetto “Polaris”, sempre prodotto da Accenture, aveva destato perplessità per alcune procedure e per questo, ora, bisogna alzare i riflettori su un rapporto sempre più forte e consolidato tra le parti coinvolte.
Dettaglio non trascurabile e peraltro noto ai più, il generale Salvatore Camporeale, all’indomani del suo pensionamento, ha ricevuto un importante incarico nella multinazionale in questione. Tutto regolare, ma dato il contesto di particolare sensibilità strategica è chiaro a tutti come vada tenuta alta l’attenzione nei corridoi di via XX Settembre. È in gioco la tutela dell’interesse delle nostre istituzioni e di coloro che guardano allo sviluppo strategico dell’Italia e delle sue prestigiose aziende. L’indagine in corso, dunque, potrebbe, assumere nuove forme e allargarsi. Nel frattempo lo SME, escludendo Teledife dal procurement – probabilmente quest’ultima avrà rifiutato per incertezze e auto tutela – ha affidato l’iter di gara per l’acquisizione di servizio di sviluppo di software gestionali al C.R.A.E.I, già coinvolto nell’inchiesta della bolla tattica. Tutto sembra disporsi, con molta probabilità, verso una nuova commessa ad Accenture. Sempre a discapito delle società italiane?
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