Quando si dice Sud, si dice famiglia. È la nostra peculiarità nel mondo. Tavolate sempre piene di gente, dieci sotto un tetto, poveri ma felici, basta che si sta insieme. Ed è un’equazione che poi, però, ci restituisce un’immagine triste: le famiglie della Campania sono quelle più numerose ma anche più vulnerabili socialmente ed economicamente. E sono le stesse che quest’anno potranno solo sognare il mare ma non potranno andarci.

Secondo l’ultimo rapporto di Openpolis, stando ai dati del 2020, è il 44,5% delle famiglie con almeno 3 figli minori a non potersi permettere una settimana lontano da casa. Le famiglie numerose, con almeno 5 membri, sono quelle che più spesso rinunciano alle vacanze (44,1% del totale nel 2020). Un dato di diversi punti superiore alla media nazionale (37% nello stesso anno). Nel confronto tra le aree geografiche, si osserva come la quota di famiglie che non possono permettersi una settimana di ferie all’anno sia molto superiore nel Mezzogiorno. Superano la metà del totale sia nel Sud continentale (50,8%) che nelle isole (50,1%). La percentuale è più contenuta nel resto del paese, anche se riguarda comunque più di un nucleo su 3 nel centro Italia (37,2%) e oltre uno su 4 nel nord-ovest (28,8%) e nel nord-est (26,7%). Ma puntiamo la lente di ingrandimento sulla nostra Regione. La Campania è la regione del sud che spicca per il numero di residenti giovani, per la dimensione media delle famiglie e per i livelli di vulnerabilità sociale, emergono una serie di elementi interessanti.

L’indice di vulnerabilità appare più elevato nell’area metropolitana di Napoli, tra la città partenopea e i comuni del suo hinterland. Tra i capoluoghi infatti è proprio Napoli a registrare il dato più elevato (111,2), seguita da Salerno (102,6), Benevento (102), Avellino (101,2) e Caserta (100,97). Il numero medio di componenti per famiglia è maggiore in regioni del mezzogiorno come Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata. Tenendo presente il forte collegamento tra la numerosità del nucleo familiare, la presenza di figli piccoli e i livelli di povertà assoluta, è ragionevole ipotizzare che proprio in questi territori il fenomeno possa incidere di più. In quanto esposti a una maggiore vulnerabilità sociale. Nel 2021 in Campania è del 22,8% l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie con almeno tre figli contro una media nazionale che si arresta intorno al 7,5%.

I numeri ci restituiscono la fotografia di una società frammentata, costituita da famiglie sempre più povere e più sole. E sono lontani i tempi in cui si poteva parlare di villeggiatura, nel Mezzogiorno 1 famiglia su 2 nel 2020 non poteva permettersi almeno una settimana di vacanza. Ed è una fotografia in bianco e nero dai contorni tristi che delineano un perimetro dal quale la politica rimane fuori. Le istituzioni locali siglano patti, istituiscono comitati, ma di fondo c’è una povertà assoluta che dilaga nel silenzio generale. L’estate è solo un pretesto per tornare ad accendere i riflettori sulle fasce deboli della nostra società. Un pretesto ma neanche tanto, se consideriamo che la maggior parte delle famiglie campane passerà l’estate in città, ma non potrà avere accesso al mare.

Prezzi folli per un lettino e un ombrellone, un’applicazione del Comune invece per poter prenotare un posto al sole in una delle poche spiagge libere. Manca una politica capace di progettare, di avere una visione, ma soprattutto un’attenzione verso le famiglie in difficoltà che, come riferiscono i numeri, sono la maggioranza delle famiglie che abitano la nostra Regione. Tra poco ci saranno le elezioni, sarebbe bello che la politica tornasse in piazza, tra la gente, a occuparsi della gente. Che poi dovrebbe essere il compito primo della politica.

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Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.