La guerra non si ferma. Nel 103esimo giorno navi russe cariche di “grano rubato” in Ucraina sono salpate alla volta dell’Africa. Nel Donbass l’esercito di Vladimir Putin avanza a piccoli passi mentre dopo oltre un mese è ritornato il terrore tra gli abitanti della capitale Kiev, colpita da un attacco missilistico. Il presidente Zelensky ha fatto visita alle truppe nel sud-est del Paese, tra le regioni di Luhansk e Donetsk e la regione di Zaporizhzhia: “Sono orgoglioso di tutti quelli che ho incontrato”, ha detto.

Una visita che arriva dopo le continue richieste dei soldati ucraini, in grossa difficoltà (“ogni giorno 100 di noi muoiono“), di nuove armi. Intanto il presidente russo minaccia Kiev e l’Occidente: “Se l’Ucraina avrà missili a lungo raggio – avverte – colpiremo nuovi siti. L’invio di nuove armi significa estendere il conflitto”.

La diretta

ORE 21:30 – BORRELL: “DISTRUTTO SECONDO TERMINAL DI GRANO PIU’ GRANDE DI UCRAINA”– “Le forze russe hanno distrutto il secondo più grande terminal di grano in Ucraina, a Mykolaiv. Un altro attacco missilistico che contribuisce alla crisi alimentare globale. Alla luce di tali notizie, la disinformazione diffusa da Putin che devia le colpe diventa sempre più cinica”. Lo scrive in un tweet l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell.

ORE 20:20 – RUSSIA AGGIUNGE ALTRI 62 AMERICANI NELLA ‘TRAVEL BAN’: C’E’ ANCHE MINISTRO YELLEN – La Russia ha aggiunto 61 cittadini statunitensi all’elenco di personalità interessate da ‘travel ban’, tra cui la segretaria all’Energia Jennifer Granholm e la segretaria al Tesoro Janet Yellen. Lo ha affermato il ministero degli Esteri di Mosca. “In risposta alle crescenti sanzioni statunitensi contro personaggi politici e pubblici russi, nonché rappresentanti delle imprese nazionali, 61 cittadini americani tra i vertici delle principali società militari-industriali, piattaforme mediatiche e agenzie di rating, compagnie aeree e di costruzione navale, sono inclusi nella “lista di arresto”, così come singoli funzionari del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti coinvolti nella diffusione di notizie false su attacchi informatici russi”, ha affermato il ministero in una nota

ORE 19:30 – USA DISPONE SEQUESTRO DUE AEREI ABRAMOVICH –Gli Stati Uniti ordinano il sequestro di due aerei di proprietà dell’oligarca russo Roman Abramovich perché prodotti negli Stati Uniti e quindi soggetti alle sanzioni imposte da Washington alla Russia per l’invasione dell’Ucraina. I due aerei un Boeing 787 Dreamliner e un Gulfstream, sono volati in Russia dopo febbraio, un viaggio che avrebbe richiesto uno speciale via libera americano.

L’oligarca era stato a Kiev ad aprile per rianimare le trattative per un cessate il fuoco. Dall’inizio dell’anno Abramovich ha perso tre miliardi e mezzo di dollari ed è sceso al nono posto tra gli oligarchi russi, e ha anche subito un tentativo di avvelenamento.

ORE 19:10 – MOSCA CONSEGNA A KIEV CORPI SOLDATI UCCISI IN ACCIAIERIA – La Russia ha iniziato a consegnare a Kiev i corpi dei combattenti ucraini uccisi nelle acciaierie Azovstal. Decine di corpi di combattenti recuperati dalle rovine dell’impianto bombardato sono stati trasferiti nella capitale ucraina dove è in corso il test del dna per identificare i resti dei soldati, ha affermato Maksym Zhorin, comandante militare ed ex leader del battaglione Azov. Ne dà notizia in esclusiva l’Associated Press. Non è chiaro quanti corpi potrebbero ancora esserci nell’impianto, che è stato colpito dalle forze russe via terra, aria e mare.

ORE 18:30 – A MARIUPOL “RISCHIO COLERA” – Petro Andryushchenko, consigliere del sindaco di Mariupol, ha rilanciato l’allarme colera: la città si starebbe preparando per un’epidemia perché cadaveri e rifiuti si sono accumulati in città. Il Kyiv Independent riferisce che il ministero della Salute ucraino ha avvertito che le sepolture di massa e lo scarso accesso all’acqua pulita stanno creando un rischio di colera a Mariupol. Il ministero ha iniziato a segnalare casi sospetti di colera nella regione il 1 giugno, riporta il giornale. Andryushchenk, che ha lasciato la città all’inizio della guerra, ha riferito di aver saputo di casi isolati a Mariupol, dove la maggior parte delle infrastrutture della città è stata distrutta dagli attacchi aerei russi.

ORE 18:10 – AMBASCIATORE RAZOV CHIEDE A ITALIA “MODERAZIONE” – L’Ambasciatore russo in Italia, Sergei Razov,”ha chiesto moderazione ed equilibrio, tradizionali per la politica estera italiana, nell’interesse del mantenimento di relazioni positive e di cooperazione tra i popoli russo e italiano a lungo termine”, rende noto un comunicato stampa dell’ambasciata russa in Italia diffuso dopo che Razov era stato, questa mattina, convocato al Ministero degli esteri. “L’Ambasciatore si è soffermato sulle dichiarazioni talvolta inaccettabili di alti funzionari italiani nei confronti della Russia e della sua leadership. Ha sottolineato che la linea di propaganda che sta dominando nei media italiani difficilmente può essere qualificata altrimenti che come ostile”. A Razov, riassume l’ambasciata russa, “sono state messe in evidenza presunte dichiarazioni ‘inammissibili e offensive’ del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa nei confronti delle istituzioni e dei media italiani”. Sequi “ha respinto le accuse di coinvolgimento dei media italiani in una “campagna anti-russa”. “Sono stati forniti – conclude il comunicato- chiarimenti anche in relazione alle proposte dell’Italia per porre fine al conflitto in Ucraina e agli appelli per lo sblocco delle esportazioni di grano dai porti ucraini”.

ORE 17:40 – ZELENSKY: “RESISTIAMO A SEVERODONETSK MA RUSSI SONO DI PIU'” – Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha affermato che la situazione nella città di Severodonetsk, nella regione di Luhansk, è “difficile” e che l’esercito ucraino sta cercando di resistere. “Per quanto riguarda la situazione al fronte, è difficile in direzione di Severodonetsk. Stiamo mantenendo le posizioni ma gli occupanti (i russi ndr.) sono di più e sono più potenti”, ha detto Zelensky, citato dai media ucraini.

ORE 17:30 – “INTESA TURCHIA-RUSSIA SU GRANO E SMINAMENTO PORTI” – Turchia e Russia hanno raggiunto un accordo preliminare per sbloccare le spedizioni di prodotti agricoli ucraini da un porto chiave sul Mar Nero. Lo riferisce l’agenzia Bloomberg, aggiungendo però che Kiev rimane scettica sull’intesa proposta, stando a fonti “a conoscenza” dei negoziati. Secondo le fonti, l’attuazione del piano russo-turco sotto gli auspici delle Nazioni Unite consentirà di rimuovere le mine dalle acque costiere nella regione di Odessa e garantire la spedizione sicura di navi con grano dal Mar Nero al Mar Mediterraneo. In particolare, la Turchia ha offerto assistenza nello sminamento delle acque ucraine e nella scorta delle imbarcazioni con i carichi di grano da esportare. Ankara – dove mercoledì sarà in visita il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov – spera inoltre che l’approvazione di questo piano da parte delle Nazioni Unite ne garantisca l’attuazione in sicurezza. Allo stesso tempo, le autorità turche hanno in programma di creare un centro a Istanbul che coordinerà e monitorerà l’attuazione della missione. Tuttavia, secondo le fonti, l’Ucraina non ha partecipato direttamente ai negoziati russo-turchi.

ORE 17:10 – ZELENSKY: “PRIGIONIERI AZOVSTAL SONO 2.500” – “Più di 2.500 combattenti ucraini che erano ad Azovstal ora sono i prigionieri dei russi”. Lo dichiara il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in occasione della conferenza stampa di oggi.

ORE 17 – MOSCA MINACCIA MEDIA USA: “CAMBI LINEA CON NOSTRI GIORNALISTI O REAGIREMO” – I rappresentati dei media americani accreditati in Russia sono stati convocati oggi al ministero degli Esteri di Mosca e, come riporta Ria Novosti, riferendo quanto detto dal corrispondente capo della compagnia televisiva americana Alhurra TV, Feras Almardini, i giornalisti sono stati avvertiti di possibili misure di ritorsione se Washington non cambia atteggiamento nei confronti dei giornalisti russi che lavorano negli Stati Uniti. “Ci sono stati concessi tre mesi da ora. Se l’atteggiamento nei confronti dei media russi a Washington non cambia, allora probabilmente ci sarà una sorta di risposta”, ha detto Almardini, rispondendo a una domanda di RIA Novosti sul contenuto dell’incontro. Alla conversazione con la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova hanno partecipato corrispondenti da Mosca del Wall Street Journal, Cnn, Ap, Npr, Alhurra TV e una serie di altri media.

ORE 16:40 – KIEV: DA UN MESE PIU’ RIENTRI CHE PARTENZE – Il flusso di persone che entrano in Ucraina attraverso i confini occidentali supera da 27 giorni consecutivi quello di chi lascia il Paese. Lo indicano i dati del Servizio di guardia di frontiera di Kiev, citato da Interfax Ucraina. In questo periodo, il saldo tra ingressi e uscite è di circa 184 mila persone. La tendenza era già stata confermata nei giorni scorsi da Frontex.

ORE 16:30 – LEADER SEPARATISTI: “BOMBARDAMENTI SENZA PRECEDENTI DI KIEV A DONETSK” – Il leader dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, Denis Pushilin, ha definito “senza precedenti” i recenti bombardamenti ucraini sulle aree residenziali di Donetsk. “Il 30 maggio e’ stata registrata la piu’ grande escalation dal 2014”, ha detto Pushilin a Rossiya 1, “le forze di sicurezza di Kiev hanno utilizzato artiglieria da 155 mm e obici americani M777 e hanno anche sparato quattro razzi da un lanciarazzi multiplo Smerch su aree residenziali, uccidendo persone”. “Inoltre, il 6 giugno, l’esercito ucraino ha sparato un gran numero di proiettili da lanciarazzi multipli e artiglieria Grad in diverse aree di Donetsk, a seguito dei quali persone sono state uccise e ferite e infrastrutture significative sono state danneggiate”, ha aggiunto il capo separatista.

ORE 16:10 – SEVERODONETSK, SINDACO: “FORZE SUFFICIENTI PER RESPINGERE RUSSI” – L’Ucraina ha concentrato “forze sufficienti per respingere gli attacchi russi” a Severodonetsk, ma nessuna delle due parti si sta preparando a ritirarsi. Lo afferma il sindaco della città, Oleksandr Stryuk, citato dal Guardian.

ORE 15:50 – UCRAINI RESPINGONO ASSALTO RUSSO IN DIREZIONE SLOVYANSK – Le forze armate ucraine hanno fermato l’offensiva nemica e respinto l’esercito russo in direzione di Slovyansk. Lo ha annunciato il portavoce del ministro della Difesa dell’Ucraina, Oleksandr Motuzyanyk.

ORE 15:45 – EX DEPUTATO DELLA DUMA NEVZOROV HA CHIESTO CITTADINANZA UCRAINA – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha spiegato durante un incontro stampa con i giornalisti che l’ex deputato della Duma di Stato russa Oleksandr Nevzorov aveva chiesto la cittadinanza ucraina.

“So che voleva rinunciare alla cittadinanza russa perché sostiene l’Ucraina. Ne abbiamo parlato, è in lista – ha detto alla stampa locale il presidente – Se possiamo scuotere la Russia, dobbiamo farlo. Credo che questa sia anche la nostra arma: persone di qualsiasi cittadinanza che sostengono l’Ucraina”.

ORE 14:05 – LAVROV: “PIÙ SARÀ LUNGA GITTATA ARMI DI KIEV, PIÙ AVANZEREMO” – La Russia è pronta a colpire territori ucraini più lontani dai propri confini quanto più potente sarà la portata delle nuove armi che Kiev riceverà dall’Occidente. La minaccia è arrivata dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, durante una conferenza stampa online. Lo riporta la Tass. “Il presidente Vladimir Putin ha già commentato la situazione che emergerà con l’arrivo di nuovi armamenti, io posso solo aggiungere che più lunga sarà la gittata degli armamenti che fornirete, più noi sposteremo avanti dal nostro territorio la linea oltre la quale la presenza dei neonazisti verrà considerata una minaccia per la Federazione Russa”.

ORE 13:15 – KULEBA: “NON POSSIAMO FIDARCI DELLE PAROLE DI PUTIN” – “Putin dice che non utilizzerà le rotte commerciali per attaccare Odessa. Questo è lo stesso Putin che ha detto al cancelliere tedesco Scholz e al presidente francese Macron che non avrebbe attaccato l’Ucraina, giorni prima di lanciare un’invasione su vasta scala del nostro Paese. Non possiamo fidarci di Putin, le sue parole sono vuote”: lo scrive oggi il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, in un messaggio su Twitter.

ORE 12:50 – LAVROV ACCUSA L’EUROPA: “CHIUSURA SPAZI AEREI ATTO OSTILE CONTRO LA RUSSIA” – L’impensabile è accaduto”. Così il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha commentato la decisione di diversi Paesi europei di chiudere i propri spazi aerei al suo volo, costringendolo a rinunciare alla prevista visita alla Serbia, Paese “amico” di Mosca. “Si è trattato della privazione a uno stato sovranità di svolgere la propria politica estera”, ha detto lo stesso Lavrov in una conferenza stampa online.

“Simili azioni ostili contro il nostro Paese possono creare problemi”, ha commentato a sua volta il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, il quale ha assicurato che la Russia e la Serbia manterranno i loro contatti.

ORE 12:30 -FARNESINA CONVOCA AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA RAZOV – Il Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ambasciatore Ettore Francesco Sequi, ha convocato questa mattina alla Farnesina, su istruzione del Ministro Luigi Di Maio, di concerto con Palazzo Chigi, l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergey Razov.

Lo ha comunicato la Farnesina in una nota. L’Ambasciatore Sequi ha respinto con fermezza le accuse di amoralità di alcuni rappresentanti delle istituzioni e dei media italiani, espresse in recenti dichiarazioni dal Ministero degli Esteri russo. Il Segretario Generale della Farnesina ha inoltre rigettato le insinuazioni relative al presunto coinvolgimento di media del nostro Paese in una campagna anti-russa. L’Ambasciatore Sequi ha rinnovato la condanna per l’ingiustificata aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa. Egli ha ribadito l’auspicio del Governo italiano che si possa giungere presto a una soluzione negoziata del conflitto su basi eque e di rispetto della sovranità ucraina e dei principi del diritto internazionale. Ha infine sottolineato l’importanza di definire rapidamente un’intesa per sbloccare le esportazioni di grano dai porti ucraini al fine di evitare gravi conseguenze per la sicurezza alimentare globale.

ORE 11:40 – ACCORDO TRA RUSSIA, UCRAINA E TURCHIA PER UN “CORRIDOIO DEL GRANO” – Il Cremlino avrebbe concordato con Kiev e Ankara uno schema preliminare per l’uscita delle navi ucraine con grano proveniente dal porto di Odessa: Lo riferisce il quotidiano russo Izvestia. I militari turchi, con questa intesa, sarebbero impegnati nello sminamento del porto e scorterebbero le navi in acque neutrali fino al Bosforo. Secondo la ricostruzione proposta dal quotidiano, finora questo schema di accorso sarebbe stato concordato solo per Odessa.

ORE 11:25 – “RUSSIA HA SCHIERATO ARMI PESANTI IN BIELORUSSIA, AL CONFINE UCRAINO” – Le truppe russe hanno schierato sistemi Iskander-M in Bielorussia lungo il confine ucraino. Secondo lo Stato maggiore ucraino, citato dal Kyiv Independent, la Russia ha anche schierato lungo il confine sistemi missilistici terra-aria e di artiglieria antiaerea a medio raggio Pantsir, sistemi missilistici S-400 e aerei operativi e tattici.

ORE 10:40 – BOMBARDAMENTI RUSSI SU SEVERODONETSK E LYSYCHANSK “DECUPLICATI” – “Il numero di bombardamenti su Severdonetsk e Lysychansk è aumentato di dieci volte. Nella regione di Lugansk ci sono molte città con una situazione paragonabile a quella di Mariupol: ora i russi stanno livellando Severdonetsk e Lysychansk”. L’accusa arriva dal capo dell’amministrazione regionale, Sergey Gaidai, secondo quanto riporta il Guardian.

ORE 9:20 – RUSSIA DENUNCIA ATTACCO CONTRO TYOTKINO, AL CONFINE UCRAINO – Il villaggio russo di Tyotkino, nella regione di Kursk, al confine con l’Ucraina, è stato bombardato di nuovo questa mattina con colpi di mortaio che hanno danneggiato un ponte, senza provocare feriti o vittime: lo ha reso noto il governatore della regione, Roman Starovoit, secondo quanto riportano le agenzie di stampa russe. È la seconda volta che Tyotkino viene attaccato dalle forze ucraine, scrive la Tass: era già stato preso di mira lo scorso 21 maggio.

ORE 8:35 – SECONDO KIEV UCCISI 31.250 SOLDATI RUSSI – Sono circa 31.250 i soldati russi uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione, secondo l’esercito di Kiev. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l’esercito ucraino indica che dopo 103 giorni di conflitto si registrano anche 213 caccia, 176 elicotteri e 551 droni abbattuti. Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 1.386 carri armati russi, 690 pezzi di artiglieria, 3.400 veicoli blindati per il trasporto delle truppe, 125 missili da crociera e 13 navi.

ORE 8:10 – NAVI RUSSE CON ‘GRANO RUBATO’ VERSO AFRICA – Gli Stati Uniti hanno allertato 14 Paesi, in gran parte in Africa, che navi russe piene di quello che un cable del dipartimento di Stato americano definisce “grano ucraino rubato” potrebbero essere dirette verso di loro, ponendo il dilemma di cosa fare: beneficiare di possibili crimini di guerra e dare un dispiacere al potente alleato occidentale o rifiutare il grano a buon mercato in un periodo in cui il suo prezzo sta impennandosi e centinaia di migliaia di persone sono affamate. Un dilemma che, secondo alcuni esperti contattati dal New York Times, lascerà solo la seconda scelta a molti di questi Paesi, sia per il grande numero di persone sull’orlo della carestia sia per la loro forte dipendenza dall’acquisto di armi russe. Il cable diplomatico americano identifica per nome tre cargo russi sospettati di trasportare il grano. L’allarme lanciato da Washington rinforza le accuse del governo ucraino secondo cui Mosca ha rubato sino a 500 mila tonnellate del suo grano, per un valore di 100 milioni di dollari, trasferendolo nei porti in Crimea e poi caricandolo sulle navi.

ORE 7:55 – PREGNO UNITO, 007: “RUSSI VOGLIONO SLOVIANSK” – Mentre domenica 5 giugno le truppe russe hanno colpito con un raid missilistico la ferrovia a Kiev, “nel tentativo di interrompere la fornitura di materiale militare agli ucraini, il Donbass continua a essere teatro di pesanti combattimenti nella città di Severedonetsk e i russi continuano a spingere verso Sloviansk nel tentativo di accerchiare le forze ucraine”. Così l’intelligence britannica nel suo aggiornamento sulla guerra. Inoltre, secondo gli 007 di sua Maestà, le forze russe “hanno probabilmente portato armi per la difesa aerea sull’Isola dei Serpenti, compresi i sistemi SA-15 e Sa-22”. “E’ probabile che queste armi siano state trasportate lì per assicurare la difesa aerea alle navi russe che operano intorno all’Isola dei Serpenti”, si legge ancora nel bollettino.

ORE 7:40 – IL PUNTO IN DONBASS: SI COMBATTE SU PIU’ FRONTI – Le truppe russe hanno ripreso la loro offensiva vicino a Sviatohirsk, a circa 20 km a nord di Sloviansk, e hanno subito perdite, secondo lo stato maggiore delle forze armate ucraine. A riportarlo è la Cnn. Ci sono stati anche ulteriori attacchi aerei contro Sloviansk, che si trova a più di 300 miglia a est della capitale Kiev. A Luhansk invece le forze russe hanno tentato di prendere d’assalto due distretti, Bilohorivka e Mykolaivka e potrebbero raddoppiare gli sforzi per conquistare la città di Severodonetsk nei prossimi giorni usando l’artiglieria pesante.

ORE 5:30 – GERMANIA, MEDIA: “SANZIONI DI PUTIN COSTERANNO 5 MLD AI TEDESCHI” – Le sanzioni della Russia contro Gazprom Germania e le sue sussidiarie potrebbero costare ai contribuenti e agli utenti tedeschi 5 miliardi di euro in più all’anno per pagare il gas sostitutivo, secondo il settimanale Welt am Sonntag. A maggio – ricorda il Guardian – la Russia ha deciso di interrompere la fornitura a Gazprom Germania; da allora l’autorità di regolamentazione dell’energia tedesca Bundesnetzagentur ha dovuto acquistare gas sostitutivo sul mercato per adempiere ai contratti di fornitura con i servizi municipali e i fornitori regionali. Welt am Sonntag riferisce che il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck stima che siano necessari 10 milioni di metri cubi in più al giorno, che attualmente costerebbero circa 3,5 miliardi di euro all’anno. Ulteriori costi derivano dal riempimento dell’impianto di stoccaggio del gas naturale di Rehden che Habeck ha ordinato mercoledì, ha affermato. Secondo il settimanale, i costi aggiuntivi verrebbero trasferiti ai fornitori di energia e ai clienti finali sotto forma di una tassa sul gas a partire da ottobre

Redazione