Paradossi a 5 Stelle. Roberto Cingolani, titolare di quel ministero della Transizione ecologica fortemente voluto dal co-fondatore e garante Beppe Grillo e fatto passare per mossa epocale, tale da giustificare la fiducia al governo di larga maggioranza a guida Mario Draghi, potrebbe essere sfiduciato dagli stessi grillini.

È questo infatti il tono della chat interne pentastellate, letteralmente infuocate e tali da spingere molti parlamentari a parlare apertamente di sfiducia nei confronti di Cingolani.

A raccontare della sommossa interna al Movimento, l’ennesima in un periodo in cui tra i grillini le acque sono a dir poco agitate tra il ruolo di Giuseppe Conte e la querelle con Davide Casaleggio, è l’AdnKronos.

L’agenzia cita infatti alcuni parlamentari particolarmente attivi contro Cingolani. È il caso del deputato Luigi Gallo, ex presidente della Commissione Cultura di Montecitorio: “Che il ministro debba essere lui non lo ha prescritto il medico“, scrive in un messaggio Gallo. “Se presentiamo una mozione di sfiducia”, aggiunge invece la deputata Carmen Di Lauro, “tanto vale uscire dal governo dal momento che “il Mite” (come chiamano Cingolani, ndr) è il motivo per il quale il Movimento ha accettato, almeno ufficialmente, di far parte di questa particolarissima maggioranza”.

Ma i problemi con Cingolani sono nati subito dopo la nascita del governo Draghi e sono aumentati nel tempo per le posizioni del ministro su trivelle e ritorno al nucleare, fino al tema inceneritori. “Ipotesi di mini-centrali atomiche come quella fatta in un’intervista dal ministro Cingolani non sono in campo e non lo saranno finché c’è il Movimento 5 Stelle al governo del Paese”, scrivevano il 20 maggio scorso in una nota i deputati delle commissioni Ambiente e Attività produttive.

Tema sensibile anche ad un ex 5 Stelle come Alessandro Di Battista, che ha ancora un certo peso all’interno dei gruppi parlamentari grillini. In un video pubblicato sui social ‘Dibba’ aveva tuonato contro il ministro: “Da quando c’è il Ministero si è tornato a parlare di nucleare in barba al referendum popolare che due volte ha sancito il no. Da quando c’è il Ministero per la Transizione ecologica si parla di trivelle, inceneritori, nucleare e ponte sullo stretto. Era questa la Transizione ecologica dopo 100 giorni che ci aspettavamo?”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia