Non è da escludere che nella riformina della scuola che sta preparando il governo Draghi, e che riguarda il reclutamento dei docenti, venga introdotto un emendamento chiesto dall’Anm: le cattedre di lingua inglese andranno assegnate solo a magistrati di provata fede. Quale fede? Beh, questo non è chiaro, però devono essere in grado di dimostrare la loro totale repulsione per la politica e in particolare per le persone elette.

L’idea è nata a Genova. Dove un Gip è stato chiamato a prendere in esame una questione che sembrava già risolta in partenza. Ma che invece è stata ribaltata con un’intelligente escamotage linguistico. Le cose stanno così: il senatore Matteo Renzi protestava perché i Pm di Firenze, guidati dal procuratore Creazzo, avevano frugato nella sua posta sebbene esista un articolo della Costituzione, il 68, che vieta di frugare nella posta dei parlamentari, e di intercettargli il telefono, e di arrestarli, senza prima chiedere il permesso alla camera di appartenenza. Violando la Costituzione i Pm avevano invece sequestrato proprio le e-mail di Renzi.

Restando ai vecchi e obsoleti dizionari inglese italiano non c’era molto da discutere. Mail – dicono all’unanimità quei dizionari – vuol dire posta e quindi la e-mail non è sequestrabile.

Qui arriva il colpo di scena. Il Gip, su richiesta dei Pm, ha stabilito che mail non vuol dire posta ma vuol dire documento e che di conseguenza è sequestrabile. Sembra che il Gip abbia anche ordinato il sequestro di tutti i vecchi dizionari Inglese-italiano (almeno quelli della Liguria) e abbia chiesto a impiegati e cancellieri di correggere a mano, uno ad una, le voci mail con il nuovo significato. Per sostenere l’iniziativa del Gip, l’Anm è intervenuta avanzando quella richiesta della quale abbiamo riferito all’inizio di questo articolo.

Ora io vi chiedo: Quousque tandem Catilina abutere patientia nostra? Che oltretutto poi Catilina era una bravissima persona e non abusava proprio di niente. Questi magistrati invece abusano fino la grottesco del potere che scriteriatamente la politica gli ha concesso. Non ci resta che piangere e sperare nel referendum.

Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.