Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, padre Alex Zanotelli e don Tonino Palmese, da anni impegnati come preti di frontiera, don Enzo Cozzolino, direttore della Caritas diocesana di Napoli, i cappellani del carcere di Poggioreale e quelli del carcere di Secondigliano, don Antonio Loffredo, della Fondazione San Gennaro, don Maurizio Patriciello, parroco nella Terra dei Fuochi, i frati francescani della provincia di Napoli e una serie di associazioni, dalla Comunità Sant’Egidio alla onlus Carcere possibile, passando per associazioni di volontariato che si occupano di detenuti, hanno aderito all’appello del garante regionale e dei garanti cittadini e scelto di partecipare alla staffetta dello sciopero della fame sabato 19 dicembre indetto per sollevare l’attenzione di politica e opinione pubblica sul dramma che si vive nelle carceri, ancor di più in periodo di pandemia.

«Fame di giustizia e sete di verità» è la sintesi dell’iniziativa. Anche la Chiesa, dunque, si mobilita a favore dei diritti dei detenuti. Come i penalisti e i garanti e seguendo l’iniziativa lanciata un mese fa da Rita Bernardini del Partito Radicale, osserveranno domani un giorno di sciopero della fame per chiedere misure urgenti per il mondo penitenziario. «Un giorno di digiuno per la dignità dei detenuti». Una dignità che passi innanzitutto per il diritto alla salute. «In questi mesi – è la motivazione alla base dell’iniziativa – tutti noi abbiamo conosciuto la paura e il timore per un virus che ha cambiato le nostre vite. Abbiamo imparato a usare le mascherine, a igienizzare le mani, a mantenere la distanza gli uni dagli altri. Tutte misure indispensabili che rispettiamo con rigore, in attesa di un vaccino. Ma chi è in cella con altre dieci persone e un solo bagno come fa? In queste settimane il mondo penitenziario sta pagando un prezzo altissimo a causa del Covid».

Il garante regionale Samuele Ciambriello e i garanti cittadini Pietro Ioia, Emanuela Belcuore e Raffaele Riberto, così come proposto anche dai penalisti e come ribadito l’altro giorno dal presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero in occasione della presentazione di un report aggiornato sullo stato delle carceri campane, chiedono che quando sarà avviata la campagna di vaccinazione vengano coinvolti con priorità anche detenuti e chi lavora all’interno degli istituti di pena.

«Sono categorie a rischio», ricordano descrivendo le condizioni di vita e di lavoro in carcere. Intanto, in attesa di un vaccino, il grido di allarme per la situazione nelle celle diventa sempre più forte. È un grido a cui si unisce ora la Chiesa, con il cardinale Sepe, parroci e frati da sempre impegnati per i giovani a rischio, contro la criminalità e a favore della giustizia sociale. Tutti uniti nella protesta simbolica che si terrà domani. In mattinata è previsto anche un presidio dinanzi al carcere di Poggioreale: «Porteremo la nostra fame di giustizia e la nostra sete di verità – spiegano i garanti – ognuno con la propria storia e la propria visione del mondo, ma tutti insieme per gridare forte che non è più tempo di perdere tempo e che c’è bisogno di intervenire subito, altrimenti la detenzione equivale ad una pena di morte».

Al Governo si chiede di adottare misure per alleggerire il peso del sovraffollamento e svuotare le celle dove si ora si vive anche in dieci, e per consentire una migliore gestione della pandemia fra chi è sottoposto a misure restrittive della libertà personale. Attualmente il bollettino Covid nelle carceri campane fa registrare 49 detenuti contagiati, 15 dei quali a Poggioreale, 29 a Secondigliano, tre a Benevento, due a Salerno. Un detenuto è ricoverato al Cotugno e un altro all’ospedale di Salerno. Resta intanto alto il numero di positivi al Coronavirus tra il personale di polizia penitenziaria e gli operatori sociosanitari: 160 casi di contagio.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).