Migliaia di uccelli marini solcano il cielo sopra il Tirreno, stormi compatti che seguono le correnti e i banchi di pesce lungo le coste della Campania e del Lazio. Uno spettacolo naturale che ogni anno richiama l’attenzione di appassionati, fotografi e studiosi. Ma dietro queste immagini affascinanti si nasconde anche una preoccupazione crescente. A lanciare l’allarme è l’ornitologo Rosario Balestrieri, ricercatore della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e presidente dell’associazione ARDEA, che nelle ultime ore ha richiamato l’attenzione su un fenomeno che da oltre un decennio si ripresenta con inquietante regolarità: la moria delle berte minori lungo le coste del Tirreno centrale. Secondo quanto riferito dall’esperto, negli ultimi giorni sono stati segnalati grandi concentramenti di questi uccelli marini tra il nord della Campania e il sud del Lazio. Le immagini diffuse sui social mostrano migliaia di individui in volo sul mare, una presenza che testimonia l’importanza di questo tratto di costa per una delle specie simbolo del Mediterraneo. Tuttavia, accanto alle osservazioni degli stormi, stanno emergendo anche le prime segnalazioni di esemplari morti ritrovati sulle spiagge e lungo il litorale.

Si tratta di una situazione che gli studiosi conoscono bene. Le berte minori sono uccelli pelagici, animali che trascorrono gran parte della loro vita in mare aperto e che solo raramente si avvicinano alla costa. Proprio per questa loro natura, ogni evento che porta numerosi esemplari a morire vicino alle spiagge rappresenta un campanello d’allarme per gli esperti. Negli anni passati episodi simili sono stati documentati più volte e hanno dato origine a studi e monitoraggi nel tentativo di comprendere le cause di un fenomeno che continua a ripetersi senza una spiegazione univoca. Le ipotesi sul tavolo sono diverse. Gli studiosi ritengono che a incidere possano essere molteplici fattori, spesso combinati tra loro. Le condizioni meteorologiche rappresentano una delle possibili cause. Venti persistenti, mareggiate e improvvisi cambiamenti del tempo possono mettere a dura prova questi uccelli durante gli spostamenti e le attività di alimentazione. A ciò si aggiunge la disponibilità di cibo. Le berte percorrono lunghe distanze alla ricerca di piccoli pesci e cefalopodi e qualsiasi alterazione degli ecosistemi marini può avere conseguenze importanti sul loro stato di salute.

Non vengono escluse nemmeno le interazioni con le attività umane. La pesca professionale e quella sportiva possono provocare catture accidentali, mentre l’inquinamento continua a rappresentare una minaccia concreta per numerose specie marine. Plastica, microplastiche e sostanze contaminanti finiscono spesso nella catena alimentare e possono compromettere la sopravvivenza degli animali. Anche eventuali patologie o infezioni vengono prese in considerazione dagli esperti, motivo per cui il ritrovamento delle carcasse assume un’importanza fondamentale per avviare analisi e accertamenti. Proprio per questo motivo Balestrieri invita cittadini, pescatori e frequentatori delle spiagge a segnalare tempestivamente la presenza di esemplari morti alle autorità competenti. Ogni carcassa recuperata può infatti fornire informazioni preziose per comprendere cosa stia accadendo e per quantificare l’entità reale del fenomeno. Senza dati raccolti sul campo, spiegano gli specialisti, diventa difficile distinguere tra episodi isolati e vere e proprie morie.

Le immagini degli enormi stormi che in questi giorni stanno popolando il Tirreno stanno suscitando grande interesse anche sui social network, dove molti utenti hanno interpretato i video come qualcosa di insolito o addirittura misterioso. Gli ornitologi invitano però alla prudenza. La presenza di migliaia di berte minori in mare aperto non rappresenta di per sé un evento anomalo. Ciò che preoccupa non è il numero degli uccelli osservati in volo, ma il ritrovamento degli individui morti e la ripetizione di questi episodi nel corso degli anni. La speranza degli studiosi è che una maggiore attenzione pubblica possa contribuire a raccogliere informazioni utili e ad approfondire le cause di una situazione che continua a colpire una specie considerata un indicatore dello stato di salute del Mediterraneo. Ogni berta che solca il mare racconta infatti qualcosa dell’ambiente in cui vive. E quando quelle stesse ali vengono ritrovate senza vita sulla battigia, il messaggio che arriva dal mare non può essere ignorato. Comprendere cosa stia accadendo lungo le coste del Tirreno non significa soltanto salvaguardare una specie affascinante e vulnerabile, ma anche capire meglio la salute di un ecosistema che riguarda tutti.

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Esperto di social media, mi occupo da anni di costruzione di web tv e produzione di format