In caso di elezione, Biden ha promesso di annullare il taglio delle imposte sulle società, sostituendolo con programmi di spesa destinati alle infrastrutture e all’istruzione, ovvero a rafforzare l’economia nel lungo periodo. Secondo i calcoli dell’agenzia Moody’s, un simile programma aumenterebbe del 4,5% il prodotto interno lordo reale traducendosi in altri 7 milioni di posti di lavoro. Risultati sicuramente migliori rispetto a quelli raggiunti da Donald Trump. Le stime di Goldman Sachs sono simili, prevedendo un aumento del Pil del 3,7%.

L’ottimismo delle agenzie di analisi finanziarie sulla Bidenomics è condiviso anche dal premio Nobel Paul Krugman. «Negli ultimi dieci anni – spiega l’economista in un recente articolo per il New York Times – abbiamo vissuto in un mondo di risparmi in eccesso». In pratica, «l’importo che il settore privato risparmia supera costantemente l’importo che si spende per gli investimenti reali. Questo eccesso di risparmio si riflette in tassi di interesse bassi, anche quando l’economia è forte». A loro volta, i bassi tassi di interesse “limitano la capacità della Federal Reserve di combattere le recessioni”. Sarebbe questo il motivo per cui Jerome Powell, presidente della Fed, ha chiesto di recente maggiori stimoli fiscali.

In sostanza, per Krugman è «positivo che il governo federale gestisca i deficit di bilancio, perché così potrà utilizzare i risparmi in eccesso. Serve ovviamente che quei deficit siano produttivi, per stimolare gli investimenti e rafforzare l’economia a lungo termine». Viceversa, sempre secondo l’economista, il taglio delle tasse sulle imprese operato da Trump nel 2017 non è riuscito a produrre il promesso aumento degli investimenti aziendali. È chiaro che “un modello è solo un modello” e che “le previsioni degli economisti sono spesso sbagliate”, ricorda Krugman, tuttavia questi calcoli fanno comprendere che «le previsioni di Trump circa un fallimento delle politiche economiche di Biden mancano di credibilità». Piuttosto, bisognerebbe ammettere che «le affermazioni di Biden secondo cui il suo piano darebbe una spinta significativa all’economia sono ben radicate nella storia dell’economia e supportate da analisi indipendenti e apartitiche».