E’ arrivata l’archiviazione da parte della Procura di Milano dell’inchiesta Rocchi che vedeva l’ex designatore degli arbitri accusato di frode sportivain concorso con esponenti della società Inter“. Dunque, archiviazione anche per la società nerazzurra. Per la Procura non è stato trovato nulla di rilevante ai fini dell’inchiesta, affermando che “la sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati non ravvisa un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine

Le accuse archiviate

L’accusa principale del fascicolo era nei confronti dell’Inter che si sarebbe avvalsa della figura di Rocchi per “scegliere” gli arbitri più idonei ad arbitrare alcune partite dei nerazzurri, forte degli stretti rapporti con l’ex presidente della Figc Gabriele Gravina. Le partite contestate erano quattro: Bologna-Inter del 20 aprile 2025, la semifinale di Coppa Italia Inter-Milan di tre giorni dopo, Inter-Verona del 3 maggio successivo e Torino-Inter del 26 aprile 2026.

Gli altri indagati

Il comunicato è stato firmato anche da Mario Ascione, il pm che si stava occupando dell’inchiesta, che oggi lascerà il tribunale milanese destinato ad un nuovo incarico alla Procura Europea. Dunque ieri è stata firmata l’archiviazione insieme al procuratore aggiunto Paolo Ieli, ma ora il materiale dell’inchiesta sarà suddiviso tra le varie procure di competenza. Le “bussate” di Lissone finiranno a Monza per competenza territoriale, con le condotte dei varisti Nasca e Di Vuolo che verranno rianalizzate. A Milano si discuterà invece della figura di Daniele Paterna, assistente al Var di Udinese-Parma che è stato colto in flagrante mentre, guardando presumibilmente Rocchi al di là del vetro, avrebbe chiesto in merito ad un episodio controverso se “era rigore”. Tutte le carte saranno spedite al Procuratore Federale Chiné per verificare se ci siano stati illeciti sportivi.