Ambiente
Infiltrazioni, ascensori fermi e cantine allagate: così si vive nelle case Ater di Roma
Gli inquilini delle case popolari della Capitale combattono con camere inagibili, muffe, spazi comuni ridotti a discariche e ascensori fuori servizio da anni con disabili reclusi in casa
Sono oltre 45 mila gli alloggi gestiti tra gravi problemi di manutenzione ordinaria. Ater Roma, l’azienda che avrebbe il compito di curare gli immobili popolari di proprietà della Regione Lazio, è sempre più in difficoltà. Di conseguenza, gli inquilini delle strutture sono alle prese con cornicioni pericolanti, cantine allagate, ascensori inesistenti o fuori servizio, e infiltrazioni così gravi da rendere intere stanze inagibili. A tutto ciò, così come ricostruisce Roma Today in un approfondimento, si aggiungono le occupazioni, i problemi sociali, l’assenza di cura del verde e di pulizia, e l’abbandono.
La difficoltà nonostante le risorse
In un’epoca che ha visto l’arrivo di bonus edilizi e il Pnrr, agevolazioni fiscali e poi miliardi di euro, la sensazione è che Ater non sia riuscita a sfruttarli appieno per garantire un futuro più accettabile alle persone che vivono delle strutture che versano in condizioni disastrose. Eppure, di risorse ne sono arrivate molte, come ad esempio quelle per gli ascensori, stanziate nel 2021. Ciò è stato ricordato anche da Massimiliano Valeriani, presidente della commissione Trasparenza alla Pisana, poche settimane fa. A maggio 2022 vennero annunciati i cantieri per l’efficientamento energetico di 1200 alloggi divisi in sei lotti, per un totale di 52 milioni di euro. Per quanto riguarda il Pnrr, invece, nel novembre 2021 la Regione Lazio mise in piedi un bando di 240 milioni di euro riservato ad Ater ed Erp (Roma Capitale), con l’azienda regionale che beneficiava della fetta consistente per riqualificare i suoi edifici (176 milioni).
Pnrr solo in alcune periferie
Da qui alla fine del 2026, dovrebbero concludersi i cantieri di riqualificazione alloggiativa ed efficientamento energetico a Tor Bella Monaca, Corviale, San Basilio e Primavalle: nei primi due casi si tratta di Progetti Urbani Integrati e Pinqua, Il programma innovativo nazionale per la quantità dell’abitare, sul quale sono stati stanziati quasi tre miliardi di euro del Pnrr a livello nazionale. Ed è incredibile come, nonostante ciò, le condizioni abitative di decine di migliaia di persone nelle periferie romane siano ancora precarie, con alcuni casi specifici sotto al livello minimo per essere considerate socialmente accettabili.
Bilanci in rosso
Poi c’è il nodo delle morosità, tema annoso per Ater, certificato dai bilanci per oltre un miliardo di euro. E non è finita qua: è ancora irrisolta la questione dei pagamenti dell’Imu nei confronti di Roma Capitale, con i giudici che nel 2025 hanno dato ragione all’azienda, che dunque non dovrà più versare oltre 150 milioni di euro frutto di contestazioni, ma un’intesa tra i due enti su questo argomento ancora non c’è.
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